Università popolare ATTAC-Roma: "Roma in movimento - Città e conflitti sociali" Proseguono gli incontri organizzati dall'Università ATTAC-Roma. Siete invitat@ a partecipare

Video di promozione: https://youtu.be/2YQ65KTCBmA Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/1664001730527736/ Vivere dentro una città le cui coordinate istituzionali, politiche e sociali sono state rese evidenti dall'inchiesta “Mafia Capitale” non è semplice; una città in cui il faro-guida delle scelte politiche ed economiche non sono i bisogni sociali e ambientali, ma i profitti delle potenti lobby immobiliari e finanziarie; un sistema reso evidente dalla distorsione nell'utilizzo del termine legalità.Casa, scuola, beni comuni e molto altro vedono momenti alti (e spesso aspri) di conflitto sociale.Questi momenti sono, a nostro avviso, l'argine fondamentale e l'unica vera leva di resistenza al disegno autoritario in atto, per invertire la rotta, per costruire un altro modello di città.

Sulle spiagge di Tripoli (di Francesco Martone.)

I ministri degli esteri di almeno ventisei paesi aderenti al cosiddetto “small group” coalizione internazionale contro il Daesh si riuniscono in questi giorni a Roma. C’è da scommettere che tra le richieste che il segretario di stato Usa John Kerry farà alla sua controparte italiana, il ministro degli esteri Paolo Gentiloni sarà quella di un maggior impegno militare contro il Califfato a partire dalla Libia. La scorsa settimana era a Parigi il segretario della difesa Ash Carter, con gli stessi obiettivi, eppoi i giorni scorsi le agenzie di stampa avevano battuto la notizia della richiesta di Washington alla Nato di utilizzare gli aerei Awacs da ricognizione per preparare le operazioni dal cielo sulla Libia. Un ulteriore tassello verso l’ennesima guerra. Il punto ormai non è più sul se, ma sul quando e semmai sul come, ma l’intervento internazionale in Libia è cosa decisa, anzi in fase di preparazione avanzata.

Costituzione, accettiamo la sfida: Renzi a casa (di Giorgio Cremaschi)

Il referendum confermativo sulla controriforma costituzionale di Renzi e Verdini è una scadenza importantissima. E non possiamo permetterci disinformazione e passività. Non so se abbia ragione un annuncio sulla rete che dà vincente il NO, o invece siano più giusti i sondaggi dati nelle TV che vedono il SI in vantaggio in un mare di indecisi. So però che il referendum confermativo sulla controriforma costituzionale di Renzi e Verdini è la scadenza in assoluto più importante che abbiamo di fronte. E non possiamo permetterci disinformazione e passività. Intanto dobbiamo far sapere ai tanti che ancora lo ignorano,anche la rete lo dimostra, che il referendum costituzionale confermativo è diverso da quello normale abrogativo. Sulla Costituzione non c’è il quorum, quindi la maggioranza di una minoranza di partecipanti può decidere per tutti. E il SI vale proprio si, mentre il NO vuol dire no.

Tanti auguri, Rifondazione Comunista! Buon compleanno partito nostro.

Sono passati 22 anni da quel 3 febbraio del 1991 quando, in seguito alla decisione di sciogliere il PCI, e di gettare in soffitta uno degli architravi della storia di questo Paese in nome di un nuovismo senza forma né sostanza, un gruppo sostanzioso di dirigenti e militanti pronunciò un fragoroso no e si costituì nel Movimento per la Rifondazione Comunista. Nasceva un polo alternativo che venne subito bocciato come retaggio del passato e che invece divenne catalizzatore di energie provenienti tanto dalla nuova sinistra – il gruppo ex-Pdup guidato da Lucio Magri e Democrazia Proletaria che si sciolse poco dopo per aderire al progetto – quanto da chi come Fausto Bertinotti e Pietro Ingrao, per citare i più noti, avevano inutilmente provato a modificare dall’interno l’insieme di forze che avevano dato vita al Partito Democratico della Sinistra e in cui era confluita la maggioranza del PCI.

IL TREND CONTROMANO DI POLETTI (di Giorgio Cremaschi)

Nel suo film Palombella Rossa Nanni Moretti molla una schiaffone ad una giornalista che usa la parola "trend". Chi parla male pensa male, aggiunge poi. Mi è venuto lo stesso prurito alle mani sentendo il ministro del ( si fa per dire) lavoro Poletti affermare, dopo i nuovi dati ‪#‎Istat‬ sulla disoccupazione: il trend è positivo. Mi è sorto l'istinto dello schiaffone non solo per l'uso ridicolo dell'inglese, da noi usato sempre per nobilitare sciocchezze e fregature. Ma perché la realtà va in senso esattamente contrario al senso, se senso voleva dare a ciò che ha detto, dell'affermazione del ministro .

CIRCOLO territoriale del P.R.C. "VALERIO PANZIRONI" MUNICIPIO ROMA 14

CIRCOLO PRC "VALERIO PANZIRONI" MUNICIPIO ROMA 14
Care compagne e cari compagni, ci vediamo il prossimo GIOVEDI' 4 febbraio, dalle ore 19.00 alle ore 21.00, al Circolo PANZIRONI in via Lorenzo Litta, sul seguente O.d.g.:

1. Tesseramento a Rifondazione Comunista per l'anno 2016;
2. Analisi critica del programma della Giunta del Municipio 14 presieduta da Valerio Barletta;
3. Iniziative della APS Lavoro Dignità Diritti (12 febbraio c/o la Coop. Magazzino e GAP in sede);
4. Varie ed eventuali.

Invitiamo tutte/i alla partecipazione al lotto 25 delle "Case Popolari" di Primavalle in Via Lorenzo Litta dietro a Piazza Capecelatro.

Saluti comunisti.

Il Segretario del Circolo - Giacomo Franco

Elezioni a Roma. Il balletto dei nomi, primarie e kermesse che circolano non affronta i problemi della maggioranza della città. (Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo questo articolo del nostro Claudio ORTALE)

Dopo la messa in soffitta di Marino, da parte del governo Renzi, e l’imposizione del commissario Tronca a garantire le politiche liberiste, è cominciato il circo a Roma per la corsa al Campidoglio. Il balletto dei nomi, primarie e kermesse che circolano non affronta i problemi della maggioranza della città, quella disagiata e delle periferie, ma ci parla solo della sopravvivenza o del riciclo di personale politico squalificato. Anche a sinistra. Serve un programma di lotta per una città diversa. Una città che rovesci il centro. Sono iniziate ormai da ben oltre un mese le “primarie dei pretendenti” che potrebbero o vorrebbero giocarsi la corsa per il Campidoglio a Roma.

NESSUN RISPETTO PER IL FAMILY DAY (di Giorgio CREMASCHI)

A differenza di Renzi, che mostra rispetto per il Family Day, perché molti suoi organizzatori fanno parte del suo governo, io di questa iniziativa non ho rispetto alcuno. Essa dovrebbe radunare l’Italia cattolica moderata che vuole il rispetto della famiglia. Questa definizione già fa venire i brividi, perché si associa subito a quei paesi musulmani, definiti moderati dal mondo occidentale, come l’Arabia Saudita. Paese che applica la Sharia, cioè considera i principi religiosi obbligatori per tutti e li consacra con l’uso diffuso delle pene corporali e di morte. I moderati del Family Day vogliono imporci la loro Sharia cattolica, vogliono che la legge difenda e sanzioni la loro idea di famiglia, si oppongono all’eguaglianza dei diritti nel nome del loro Dio. Essi non sono religiosi, sono fanatici come quegli integralisti islamici contro cui in altri momenti chiamano alla guerra santa.

Circolo Territoriale P.R.C. “Valerio Panzironi” APPUNTAMENTO DOMENICA 24 GENNAIO DALLE ORE 10,30 AL MERCATO DI MONTE MARIO (VIA SEBASTIANO VINCI-VIA CESARE LOMBROSO). Sciopero alla ROVESCIA! RIPULITURA completa di tutta l’AREA DEGRADATA.

Sciopero alla ROVESCIA! RIPULITURA completa di tutta l’AREA DEGRADATA. DOMENICA 24 Gennaio dalle ORE 10.30 appuntamento con la Lista Disoccupati Roma-Nord DAVANTI AL MERCATO DOMENICALE DI MONTE MARIO nel lato del PARCHEGGIO DEL SANTA MARIA DELLA PIETA' "SCIOPERO ALLA ROVESCIA" CON LA RIPULITURA DELL'AREA DEGRADATA DA PARTE DELLA LISTA DISOCCUPATI ROMA NORD. Rifondazione Comunista “Valerio Panzironi” Municipio 14. IL LAVORO C'E', PERCHE' NON CE LO DANNO? SCIOPERO ALLA ROVESCIA! La disoccupazione e la precarietà lavorativa sono ormai da anni fra i problemi principali che quotidianamente dobbiamo affrontare. Il fenomeno riguarda sia le persone più giovani che le fasce più adulte ormai sempre più in difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro dopo averlo perso. L’assenza del diritto al lavoro (e quindi del salario) porta con sé conseguenze facilmente immaginabili.

Il bisogno di cure e il collasso romano (di Stefano Simoncini) L’inquietudine che si prova è simile a quella che generano le atmosfere dei film di Hitchcock, Welles o Polanski, dove non esistono i buoni, e non è contemplato il lieto fine.

Soltanto che in questo caso la vittima è un’intera città, e ci sono plotoni di colpevoli… Il discredito gettato da Mafia Capitale su amministrazione e partiti, la defenestrazione autoritaria del Sindaco, le periferie abbandonate alla criminalità e al razzismo, il perdurare dello stato di degrado e ingovernabilità della città, il combinato di giubileo e minaccia terroristica, l’emergenza climatica che diventa questione di salute pubblica, sono solo alcuni dei fattori endogeni ed esogeni di una situazione al limite, che un commissariamento prefettizio, privo di relazioni e competenze territoriali consolidate, non può e non deve risollevare. Si ha la netta sensazione che questa crisi somigli sempre di più al collasso di un intero sistema urbano, visto che la città è stritolata dalla morsa di una crisi duplice, quella economica strutturale, e una crisi politica se possibile ancor più profonda.

Migliaia in piazza contro la guerra a Roma e Milano. L’inerzia è finita! (Piattaforma Sociale Eurostop www.eurostop.info)

E’ finita la colpevole inerzia nella denuncia dei pericoli di guerra. In occasione del venticinquesimo anniversario della prima Guerra del Golfo (1991), oggi migliaia di persone, attivisti sociali, antimilitaristi, sindacalisti sono scesi in piazza a Roma, a Milano e in altre città, per dire No alla guerra che sta caratterizzando questo primo quindicennio del XXI Secolo. A Roma un corteo di massa, animato anche dalle orchestre popolari di diversi quartieri ha sfilato da Piazza Esquilino a Piazza Madonna di Loreto. A Milano il corteo è partito da Piazza San Babila arrivando fino alla Darsena dove sono state lanciate in cielo decine di lanterne. Altre manifestazioni locali più piccole si sono svolte a Trieste e a Sassari, un’altra ci svolgerà domenica mattina a Sigonella in Sicilia davanti alla base militare Usa.

Dalla pace perpetua alla guerra infinita? (di Renato Caputo)

A rendere oggi un’ingenua utopia “la pace perpetua”, e una triste ma inevitabile realtà la guerra di civiltà e di religione, è chi sostiene le aggressioni contro i popoli del sud del mondo e nega agli stessi profughi, che tali aggressioni provocano, il diritto di ospitalità........continua su: http://www.lacittafutura.it/dibattito/dalla-pace-perpetua-alla-guerra-in...

Claudio ORTALE (CPN/PRC): SALARIO ACCESSORIO E LE MENZOGNE DEL "MENZOGNERO".

Un tempo i furbetti erano soliti mentire sapendo di mentire. È il caso del "Menzognero" il giornale che da giorni sputa fango sui dipendenti capitolini a colpi di sparate su un presunto salario accessorio regalato a pioggia a questi ultimi. A parte che il salario accessorio per i lavoratori copre il 10 max 15 % di uno stipendio che mediamente non supera i 1300 -1400 euro. Ma il fatto che da anni i sindacati di base denuncino un contratto fermo dal 2009 e che per i 100 mila e più euro per i dirigenti capitolini ci sia, viceversa, un silenzio di tomba da parte del Menzognero, non ci chiarisce che sta storia degli aumenti "a pioggia" è una menzogna chiaramente telepilotata? Già a marzo dello scorso anno i lavoratori capitolini hanno detto la loro con un referendum chiarissimo. A questo punto ecco una bella proposta: salario accessorio direttamente in paga base sullo stipendio tabellare, come recupero per ben sette anni di mancato rinnovo del Contratto.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo importante documento firmato* da alcuni membri del comitato nazionale dell'”Altra Europa”

Siamo compagne e compagni che hanno partecipato fin dall’inizio al percorso che ha portato a costruire l’Altra Europa con Tsipras, ne ha condiviso lo spirito e le prospettive. Crediamo che l'attuale fase storica, quanto meno dallo scorso luglio ad oggi, esiga la condivisione di una riflessione che si avvalga dell'intelligenza collettiva dei compagni e delle compagne dell'AE. Crediamo che da luglio ad oggi, alla luce dei complessi eventi verificatisi sullo scenario nazionale ed internazionale, e dell'esplosione di contraddizioni, ripensamenti, ripiegamenti e divisioni all'interno della sinistra in Italia, non fosse possibile assumere posizioni ed esprimere orientamenti in sede pubblica, senza aver prima restituito la parola e la facoltà di decidere a tutti i componenti dell'AE.

Giù le mani da Esc, giù le mani dalla città solidale! L'atelier autogestito ESC è sotto sgombero. Pubblichiamo la lettera aperta alla città delle/degli attiviste/i.

In una città allo sbando, grigia e provinciale come nessuna capitale europea, città corrotta e inospitale, stupisce che il «sussulto civico» preteso dal Commissario Tronca si traduca nell'accanimento contro centri sociali autogestiti e associazioni culturali. Ma un po' di sano realismo mette subito da parte lo stupore e prova ad afferrare il problema per quello che è: tra retorica del decoro, apologia del civismo e governo neoliberale del territorio – ovvero governo per il mercato – c'è piena coincidenza. Di più: si colpiscono le figure del dissenso e della partecipazione attiva per nascondere lo sperpero senza precedenti della Metro C, il disagio di chi, in periferia, attende ore l'autobus, la disoccupazione di migliaia di giovani e le tante crisi occupazionali in corso.

Elezioni a Roma. La semplicità difficile a farsi (e anche a dirsi) #cittaribelle

Elezioni a Roma. La semplicità difficile a farsi (e anche a dirsi)

Gli atti di semplice verità aiutano a capire cosa fare in situazioni complesse.

Al contrario è evidente che si alimenta confusione, e si svela subalternità all'esistente (nel caso specifico dell'amministrazione di Roma: le differenti propaggini e opzioni fallimentari della "sinistra del centrosinistra"), quando dei dirigenti politici devono fare capriole e lunghi panegirici per spiegare la propria posizione in questa situazione "complessa", facendo appello a categorie come "situazione in perenne movimento", "necessità di navigare in mare aperto" o peggio a categorie impolitiche come "paura" e "pregiudizio" per chi non ti capisce e non ti segue su questa linea subalterna e ondivaga.

Pubblichiamo l'appello per l'assemblea del 23 gennaio (http://blog.scioperosociale.it) 23.01.2016 – VERSO IL PRIMO MARZO TOWARDS A TRANSNATIONAL SOCIAL STRIKE · Sciopero Sociale

Ecco l'appello dell'assemblea del 23 gennaio (http://blog.scioperosociale.it/23-01-2016-verso-il-primo-marzo-towards-a...) alle ore 10 del 23.01.2016 – VERSO IL PRIMO MARZO TOWARDS A TRANSNATIONAL SOCIAL STRIKE · Sciopero Sociale! Nel 2015 centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini hanno attraversato i confini d’Europa scatenando una crisi politica e istituzionale senza precedenti. La risposta è stata tanto il più violento razzismo istituzionale, quanto una grandiosa solidarietà. I migranti hanno reso evidente che il regime dei confini e il governo della mobilità sono l’altra faccia delle politiche di austerity, una leva fondamentale attraverso cui precarizzare tutto il lavoro. Stare dalla parte dei migranti significa lottare concretamente contro una precarietà che riguarda tutti e tutte.

A PROPOSITO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 16 GENNAIO No alla guerra, sì ai diritti NO AGLI INTERVENTI MILITARI IMPERIALISTI, NO AL FONDAMENTALISMO, PER LA PACE E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI (riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di Franco Turigliatto)

Le previsioni di una ripresa delle “magnifiche sorti progressive”, dell’economia capitalista, si sono rapidamente sbriciolate di fronte al rallentamento delle economie dei grandi paesi emergenti, alla svalutazione dello yuan, al crollo della borsa in Cina e, a catena, nelle diverse aree geografiche del capitalismo.

IL MIGLIOR AUSPICIO PER IL 2016 (di Lucio Garofalo)

La riflessione più significativa sul Capodanno la scrisse Antonio Gramsci in giovane età, nel 1916, esattamente un secolo fa. Gramsci aveva ragione quando scriveva che dovrebbe essere Capodanno ogni giorno. Ma senza le stupide convenzioni sociali, gli stereotipi ottusi, il falso perbenismo borghese, il moralismo ed il conformismo ipocrita della società dei consumi di massa, senza i buoni propositi di ogni inizio d'anno che fanno assomigliare la vita umana ad un'azienda commerciale con i suoi consuntivi finali, bilanci e preventivi. Il comunismo dovrà spazzare via anche le inutili e sciocche convenzioni, le date e le ricorrenze vuote di senso. Questi Capodanni, che rappresentano soltanto convenzioni rituali, inducono a credere sul serio in una discontinuità della vita e della storia umana. Mentre non è affatto vero. Sono altri i momenti storici che hanno sancito un salto rivoluzionario, o una discontinuità effettiva. Ad esempio, il 1789 o il 1917. Giusto per intenderci.

Condividi contenuti