#RomaNonSiVende Corteo: 19 Marzo ore 16:00 - Piazza Vittorio -

#RomaNonSiVende
Corteo: 19 Marzo ore 16:00 - Piazza Vittorio
Il 19 marzo scenderanno in piazza gli spazi sociali, i comitati per l'acqua pubblica, le mamme dei bambini degli asili comunali, i movimenti per il diritto all'abitare, i lavoratori che Tronca vuole licenziare, i sindacati di base e conflittuali e tutti i cittadini romani che sono stanchi di vivere nella capitale dei disservizi e della speculazione. Un corteo autonomo da tutte le formazioni politiche partirà alle 16 da piazza Vittorio per arrivare al Campidoglio ed esprimere con determinazione il rifiuto della gestione commissariale della città e del Documento Unico di Programmazione.

#RomaNonSiVende: Appello per una mobilitazione cittadina per il 19 Marzo

Da mesi un nuovo equilibrio si è stabilito a Roma. Un equilibrio che supera le istituzioni democratiche e applica attraverso la gestione prefettizia le ricette decise dal governo Renzi e dall'Europa. Il Dup (Documento unico di Programmazione) firmato da Tronca è un concentrato di queste misure: imposizione di tagli lineari, privatizzazione dei servizi, alienazione del patrimonio pubblico sacrificando sull'altare del debito di Roma Capitale i beni, gli spazi e i servizi pubblici della città. Un documento che lascia pochi margini di manovra a chi si candida a governare Roma e poche speranze ai romani sempre più privati di servizi essenziali.

Tre impegni per una giornata di lotta oggi Mercoledì 9 Marzo a Roma

Partecipiamo al PRESIDIO/ASSEMBLEA che si terrà il prossimo 9 marzo dalle ore 9:00 alle 12:30 in via Ostiense 131/L davanti alla sede della Direzione Aziendale. CON LE LAVORATRICI ED I LAVORATORI FARMACAP IN LOTTA! Dopo avere scongiurato l’avvio del processo di privatizzazione, predisposto dalla Giunta Marino, Farmacap, l’Azienda Speciale “Pubblica” Capitolina che con 360 dipendenti gestisce 44 farmacie con servizi sociali integrati e asilo nido, ha avviato un nuovo corso con la chiusura di Bilancio positivo nell’anno 2015. Ciononostante la dirigenza aziendale che aveva mandato a predisporre la privatizzazione, ma non ha potuto procedere con le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio Comunale, mantiene un atteggiamento dispotico e decisionista, rifiutando il confronto con le Organizzazioni Sindacali sia in termini di adeguamenti salariali e contrattuali, che del rinnovo dei contratti a termine e dell’organizzazione del lavoro.

ASSEMBLEA NAZIONALE PER UNA STAGIONE DI REFERENDUM SOCIALI - Scuola pubblica, beni comuni, ambiente. Roma, 13 Marzo 2016 Cinema Palazzo (Piazza dei Sanniti – S. Lorenzo)

In due anni dal suo insediamento il Governo Renzi ha prodotto una serie di “riforme” che investono diversi ambiti della società e della vita delle persone.
Si tratta di un'azione che, ispirata all'idea del mercato come unico regolatore sociale, attacca il ruolo pubblico e universale della scuola, estende la precarietà nel lavoro, rilancia una nuova fase di mercificazione dell'acqua, dei beni comuni e dei servizi pubblici locali, in aperto disprezzo dell'esito referendario del giungo 2011, persegue con il decreto Sblocca Italia una politica di devastazione ambientale dai rifiuti all'energia, della quale le trivellazioni, in mare così come in terra, costituiscono l'esempio più emblematico.

Di fronte a questo scenario, le resistenze e le mobilitazioni sociali, prodotte nei territori e nella società, hanno costituito esperienze fondamentali di contrasto a questi processi.
Ma hanno ora la necessità di produrre un salto di qualità nella connessione fra loro e nell'azione comune.

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo, la richiesta firmata da 22 compagni per un passaggio formale in Comitato Politico Federale, unico organo deputato statutariamente a prendere la decisione finale sul ruolo del PRC nelle amministrative romane.

Rispetto alla verifica della candidatura Fassina, prendiamo atto che ad oggi non è garantita la necessaria discontinuità con la giunta Marino e con il personale politico che l’ha sostenuta che il CPF del PRC di Roma chiede. Questo alla luce della convergenza con l’associazione che si raggruppa attorno a Marino stesso e al rifiuto di valutare la possibilità che in un’eventuale lista non sia presente il personale politico che quella giunta filo-liberista l’ha sostenuta in coalizione. E’ evidente quindi che con queste premesse il profilo politico alternativo non è garantito né nell'ipotesi (che a oggi sembra tramontata) di una lista unitaria, ma tanto meno nell'ipotesi che sta prepotentemente emergendo di una “coalizione di liste differenti” a sostegno della candidatura di Stefano Fassina.

Contro le trivelle. Il 17 aprile tanti SI!

Le trivellazioni sono una pratica barbara e arcaica di ricerca e produzione di fonti energetiche, che violenta il territorio e deturpa il paesaggio, che sottrae sovranità alle comunità locali e le sacrifica alle multinazionali, che impoverisce ulteriormente la Terra, piegandola a un modello di sviluppo non più compatibile con la sopravvivenza del Pianeta e del genere umano. Il cosiddetto decreto “sblocca trivelle” del governo Renzi rende questa pratica più agile, più snella e accentra nelle mani del governo nazionale la valutazione d’impatto ambientale sulle perforazioni. In tutta Italia e in tutto il mondo esistono comitati, movimenti, studi scientifici che – oltre a battersi contro le trivellazioni – dimostrano la possibilità e l’utilità di investire su una produzione energetica rinnovabile e pulita, non più fondata su idrocarburi e risorse naturali non rinnovabili.

Il prossimo 22 marzo sarà la giornata mondiale dell'acqua. Una ricorrenza spesso ricca di retorica. Per chi da anni si batte per il diritto all'acqua non è però una data vuota, ma l'opportunità per dare voce a un diritto oggi più che mai sotto attacco.

 

AcquaNews - La newsletter
del Comitato romano acqua pubblica

Il prossimo 22 marzo sarà la giornata mondiale dell'acqua. Una ricorrenza spesso ricca di retorica. Per chi da anni si batte per il diritto all'acqua non è però una data vuota, ma l'opportunità per dare voce a un diritto oggi più che mai sotto attacco.

Per questo un giorno non ci basta: ci prendiamo tutto il mese, con tante iniziative dedicate all'acqua!

Ue, austerità e muri. Una vergogna senza fine (di Segio Bellavita http://sindacatounaltracosa.org)


Sono durissime le immagini che giungono dai Balcani e da Calais in Francia, rendono bene l’idea di cosa sia diventata la vecchia civile Europa. Uomini, donne e bambini allo stremo, costretti a sfondare il muro di filo spinato per inseguire con tenacia il diritto a una vita, senza aggettivi. Nella Francia del socialista Hollande si rastrellano, ruspe alla mano, baracche e povere cose delle migliaia di migranti che assediano la porta d’Inghilterra con la speranza di intrufolarsi in qualche modo. Quello che resta dell’Europa Unita è l’assoluto rigore economico che cancella decine di anni di costruzione sociale, una violenza cieca ai suoi confini e la guerra. Così si alimenta solo odio tra popoli e si va a passo spedito verso la barbarie di una nuova guerra. Quello che nessuno si chiede è se e come potrà mai finire l’esodo di decine di milioni di uomini verso l’Europa.

Il 12 marzo contro la guerra! La giornata di “attivismo decentrato” del 12 marzo mira a assecondare l'appello di Alex Zanotelli per una manifestazione per la pace nazionale ed unitaria, da tenersi a Roma

Macché autunno caldo! Arriva una primavera caliente di lotte per la pace
12 marzo contro la guerra: ora c'è un sito per far condividere le iniziative

di Patrick Boylan

Decolla la proposta di una giornata di mini-manifestazioni in tanti comuni d'Italia – iniziative spontanee e fai-da-te – per sensibilizzare la popolazione ai pericoli di un nuovo intervento militare italiano in Libia. Si vuole così preparare il terreno per la riuscita del grande incontro nazionale contro la guerra che Alex Zanotelli convocherà, non appena otterrà le adesioni delle varie associazioni pacifiste italiane.

Perché non possiamo sciogliere Rifondazione Comunista. La segreteria nazionale del Partito Comunista d’Italia ha scritto una lettera aperta a Paolo Ferrero, rivolta a Rifondazione Comunista per invitarci ad..... (di Marco SFERINI)

La segreteria nazionale del Partito Comunista d’Italia ha scritto una lettera aperta a Paolo Ferrero,  rivolta a tutte le compagne e i compagni di Rifondazione Comunista per invitarci ad una riflessione sull’attuale fase politica e sociale e, conseguentemente, sull’utilità di una riunificazione delle comuniste e dei comunisti in un solo partito.

Ogni appello all’unità viene sempre vissuto come qualcosa di estremamente positivo e utile, ed indubbiamente anche quello in questione lo è per quanto riguarda il metodo: confrontarsi può essere utile ad entrambi o ai più soggetti che si vogliono parlare.

Sì, il tempo del petrolio deve scadere (di Monica Pepe) Per una volta, Sì!

Per una volta, Sì. Per una volta andremo a votare con convinzione e senza alcuno scetticismo, sapendo che il voto serve a decidere una vicenda semplice, concreta, importante quanto chiara. Il tempo concesso alle compagnie petrolifere per distruggere e avvelenare le coste, il mare, l’aria dei litorali italiani non può essere eterno. Sembra un’affermazione perfino banale, no? E invece non lo è, affatto. In primo luogo perché il senso politico contenuto nel voto del 17 aprile va ben al di là del quesito referendario in senso stretto. Investe la difesa della terra, dell’acqua e dei beni comuni contro l’eterna avidità dei padroni del petrolio. E poi perché se quel voto non avesse una portata essenziale per una democrazia senza aggettivi, per una partecipazione sana e per la lotta al saccheggio del pianeta, non avremmo votato in aprile. Monica Pepe ce lo ricorda: l’Italia spende in finanziamenti pubblici agli inquinatori 42 volte il denaro che destina alle politiche climatiche.

PRIMO MARZO TRANSNAZIONALE CONTRO CONFINI E PRECARIZZAZIONE: MAPPA DELLE INIZIATIVE (a Roma saremo in presidio alle 10 di fronte alla Prefettura. Manifestazione alle 18 in Piazza Vittorio, «Nessuna frontiera per i diritti di tutti/e».

Non sarà una giornata di lotta come altre: sarà il primo esperimento di un più lungo processo verso uno sciopero sociale transnazionale in Europa unito da rivendicazioni comuni. Queste rivendicazioni riguardano un salario minimo europeo, un reddito di base e un sistema di welfare europei basati sulla residenza, un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, indipendente dal contratto di lavoro e dai livelli di reddito. Perché una giornata transnazionale di azioni coordinate contro i confini e la precarizzazione in Europa? Perché le politiche nazionali sul lavoro e il welfare sono inserite in una cornice europea, la precarietà è organizzata lungo catene transnazionale di produzione e sfruttamento e il lavoro migrante e la mobilità dei migranti stanno sfidando l’ordine europeo e il regime dell’austerity come mai prima d’ora.

Il nostro 12 marzo contro la guerra ( http://sindacatounaltracosa.org) Aderiamo all’appello per manifestare in tutto il paese il prossimo 12 marzo.

Il nostro 12 marzo contro la guerra. Aderiamo all’appello per manifestare in tutto il paese il prossimo 12 marzo. Crediamo che la costruzione di un ampio movimento contro la guerra sia una priorità che tutto il movimento sindacale dovrebbe assumere in questa fase. Nella lunga crisi in corso, per salvaguardare i profitti e la stessa riproduzione del capitale, si stanno diffondendo disoccupazione e miseria, si sta comprimendo il salario diretto e quello sociale, si intensificano tempi e ritmi di lavoro. In questa lunga crisi si sta anche accentuando la competizione tra i diversi poli mondiali, precipitando i conflitti tra potenze. La torsione autoritaria che accompagna il violento attacco di governo e padronato ai diritti sociali e civili, che pretende di liquidare il modello sociale del nostro paese, è l’altra faccia della guerra che si prepara. Per questo saremo in piazza. Austerità, terrore, guerra sono inscindibili tra loro e insieme vanno combattute.

Il punto su… Il governo Renzi e le lavoratrici e i lavoratori pubblici - (di Roberta Fantozzi) -

- Care compagne e cari compagni, per mettere a disposizione elementi di analisi sui principali temi del dibattito politico e sulle nostre iniziative, invece di inviare articoli o semplici volantini, parte l’iniziativa “Il punto su..”. Si tratta di semplici articoli/ schede che possono o meno essere accompagnate da volantini, ma che avranno sempre la caratteristica di fornire dati (e fonti precise) per meglio demistificare la propaganda che quotidianamente viene messa in campo dal governo come dai principali mezzi di comunicazione e fornire i termini generali delle diverse questioni. Ogni invio sarà numerato, in modo da poter ricostruire le questioni affrontate, senza che vadano disperse.

Rifondazione: “Sinistra italiana non è un buon partito” Il Prc propone uno spazio a sinistra dentro una rete conflittuale, orizzontale, poliforme, e a bassa soglia, per sottrarsi alla Grande Sel che invece pretende lo scioglimento del Partito Comunista.

(di Checchino Antonini) «L’unità è decisiva perché i discorsi a sinistra diventino un fatto politico di massa», dice Paolo Ferrero introducendo il convegno – “Sinistra: in Europa la fanno plurale” – con cui il partito di cui è segretario ha provato a dispiegare, ieri, le ragioni di Rifondazione comunista per sottrarsi al dilemma se sciogliersi nel partito di Fassina/Vendola (che verrà proclamato il prossimo week end) o restare confinato in un isolamento tutt’altro che splendido interrotto a intermittenza solo dall’interlocuzione con Civati per le prossime amministrative. La forma partito è l’unica custodia possibile per riunificare quello che il liberismo ha diviso? Come valorizzare la varietà delle forme della politica? I partiti sono ancora la nomenclatura delle classi?

"NON UN NOME SU DI UNA VIA, MA SU TUTTE LE VIE E SU TUTTE LE PIAZZE." (del nostro Claudio Ortale membro del C.P.N. del PRC)

Sabato prossimo saremo di nuovo in tante e tanti alle ore 16 sotto alla casa di Valerio e Carla in via Monte Bianco, da dove poi partirà il corteo che attraverserà le molte strade del quartiere dove Valerio ed i suoi compagni svolgevano la loro attività politica ed antifascista militante. Il 22 febbraio, lunedì, saranno 36 anni esatti dal suo efferato assassinio, compiuto dai neofascisti dei NAR proprio nella sua abitazione, proprio sotto gli occhi di sua madre Carla e di suo padre. La giustizia borghese, al di là delle tante litanie che i vari politici han voluto negli anni meschinamente recitare sull'assassinio di Valerio, non ha mai voluto garantire neanche una parvenza di verità giudiziaria che provasse a fare luce su questa morte, per tutte tutti noi che eravamo in piazza in quegli anni e al Tufello il pomeriggio stesso di quel giorno, pesante quanto... una montagna. La rivolta quindi continua e non avremo pace sino a che non riusciremo a cambiare lo stato di cose presenti.

A 25 anni dal Movimento per la Rifondazione Comunista (pubblichiamo di Renato Caputo un contributo al dibattito per un bilancio storico 25 anni dopo)

A 25 anni dal Movimento per la Rifondazione Comunista. http://www.lacittafutura.it/dibattito/per-un-bilancio-storico-a-25-anni-dal-movimento-per-la-rifondazione-comunista.html  di Renato Caputo. Purtroppo non c’è proprio nulla da festeggiare e nemmeno da celebrare. Questo generoso movimento, sorto nel 1991 dalle ceneri del Pci, ha dato vita a un percorso politico che pare oggi finito in un binario morto. A maggior ragione oggi ci sarebbe bisogno di un nuovo Movimento per la rifondazione comunista, a meno che non ci si accontenti di sopravvivere nella tenebra del quotidiano.

Fermare questi pazzi forsennati vestiti da capi di stato (di Giovanni Sarubbi)

Il quotidiano l'Unità sembra essere diventato l'organo di informazione del Governo ed in particolare del suo ministro degli esteri Paolo Gentiloni. Antonio Gramsci si starà rivoltando nella tomba, cosa che non può che far bene alle sue idee. Sempre più spesso troviamo, infatti, pezzi di Paolo Gentiloni in prima pagina sulla nuova serie del giornale che fu organo del Partito Comunista Italiano e che porta ancora la dicitura "fondata da Antonio Gramsci nel 1924". Anche il 3 febbraio, il giorno dopo la conferenza dello “small group” che Gentiloni ha co-presieduto con il suo omologo USA Kerry, troviamo un articolo del ministro degli esteri italiano che comunica, e non possiamo che ringraziare la sua graziosa maestà imperiale (o quanto meno semi-imperiale), per le notizie e le decisioni che sono state prese dal governo USA e comunicate da Jhon Kerry, e che il nostro ministro degli esteri ha prontamente fatto sue. Vi invitiamo a leggerlo l'articolo.

"L’Italia pronta a esportare la pace in Libia". -L'appello di Alex Zanotelli-

Sembra ormai assodato che le forze speciali SAS sono già in Libia, per preparare l’arrivo di mille soldati britannici. L’operazione complessiva, capitanata dall’Italia, dovrebbe coinvolgere seimila soldati americani ed europei per bloccare i cinquemila soldati dell’Isis. Il tutto verrà sdoganato come “un’operazione di peacekeeping e umanitaria”. L’Italia, dal canto suo, ha già trasferito a Trapani quattro cacciabombardieri AMX pronti a intervenire. Il nostro paese – così sostiene il governo Renzi – attende però per intervenire l’invito del governo libico di unità nazionale, presieduto da Fayez el Serray. E altrettanto chiaro che sia il ministro degli Esteri, Gentiloni, come la ministra della Difesa, Pinotti, premono invece per un rapido intervento. Sarebbe però ora che il popolo italiano – tramite il Parlamento – si interrogasse, prima di intraprendere un’altra guerra contro la Libia.

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