Partito della Rifondazione Comunista Alle compagne e ai compagni

Care compagne e cari compagni, Pubblichiamo di  di seguito il Documento Politico del Congresso Regionale Lazio del PRC (22 Ottobre 2017) approvato a larga maggioranza, con 3 voti contrari e 8 astensioni. l'elenco della composizione del nuovo CPR e del CdG regionale, insieme all'OdG approvato. Infine, vi comunico l'esito della votazione a scrutinio segreto per l'elezione del CPR e del CdG, su una platea di 82 delegati/e:

 
ELEZIONE CPR: 
VOTI A FAVORE 76; VOTI CONTRARI 1; ASTENSIONI 3
 
ELEZIONE CdG:
VOTI A FAVORE 75; VOTI CONTRARI 2; ASTENSIONI 4
 
 

DOCUMENTO POLITICO

X CONGRESSO REGIONALE PRC LAZIO

22 ottobre 2017

 

POLITICA E ALLEANZE

Il percorso su cui dobbiamo lavorare per le prossime elezioni regionali nel Lazio deve essere chiaro e condiviso da tutto il partito regionale. L’ipotesi iniziale è quella di favorire la nascita di un programma e di una lista di sinistra e civica che parta dal basso e dai territori e che sia chiara nell’obiettivo nel percorso: il PRC non sosterrà operazioni “ambigue”, che ripropongano l'orizzonte di un nuovo centrosinistra.

Riguardo alla funzione sociale e politica del PRC e all’inadeguatezza del governo regionale PD-Campo Progressista di Zingaretti-Smeriglio, ci sembra conseguente e naturale che il PRC lavori in vista delle prossime elezioni regionali alla costruzione di una lista di sinistra che sia alternativa allo schieramento di centrosinistra che proprio in questi giorni viene presentato e che mette insieme PD, Campo Progressista e Alleanza Popolare (di Alfano e Lorenzin).

Un importante momento di verifica potrebbe essere l'Assemblea da realizzarsi nelle prossime settimane, probabilmente l'11 novembre, promossa attraverso un appello da alcune/i militanti di varie Associazioni e Comitati del Lazio, tra i quali anche compagne e compagni di Rifondazione Comunista.

Secondo i promotori, questa iniziativa ha lo scopo di “verificare se ci siano le condizioni sociali e politiche per costruire nelle prossime elezioni regionali un programma e una lista civica e di sinistra come è avvenuto in altre situazioni, con risultati positivi, in trascorse elezioni regionali e comunali”.

Nello stesso modo in cui siamo stati fino ad oggi nel percorso nazionale del Brancaccio (con l’intervento del nostro segretario nazionale, e  nelle successive assemblee territoriali (Roma, Tivoli, Civitavecchia ed altre nel Lazio e nel Paese), anche in questo possibile percorso laziale dobbiamo prendere parola e operare in ogni territorio e in ogni luogo perché sia chiaro che il nostro partito non è disponibile a subire né veti verso le nostre idee né operazioni di trasformismo e opportunismo, già viste in passate elezioni.

Se in breve tempo, da qui ai primi di novembre, verificheremo che questo percorso non parte, noi dobbiamo lavorare per un altro percorso (piano B) per non rischiare di essere spiazzati dall’indicazione dall’alto di un candidato presidente, come è avvenuto in Sicilia. Per evitare di arrivarci impreparati, proponiamo di lavorare fin da subito ad un confronto con tutto il vasto campo della sinistra politica, dei movimenti sociali e del sindacalismo conflittuale per trovare convergenze programmatiche su temi quali il rifiuto delle politiche del debito e del patto di stabilità.

In sostanza dobbiamo essere pronti a promuovere NOI una iniziativa aperta a tutte e tutti, ma chiara nei contenuti e nel percorso.

L’obiettivo resto lo stesso:  favorire e facilitare, anche attraverso lo strumento istituzionale, il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori (che sono anche utenti) nelle aziende pubbliche e private che sono direttamente legate alle scelte economiche del governo regionale, che è anche snodo delle politiche nazionali ed europee: contrastare le leggi che umiliano la dignità del lavoro e i tagli al welfare.

 

ORGANIZZAZIONE

La riorganizzazione del partito regionale, che naturalmente è il risultato della riorganizzazione delle Federazioni, deve essere finalizzata ad inserire meglio il partito nel tessuto dei conflitti (nel mondo del lavoro e del welfare ampiamente inteso) perché possa generarli, connetterli e magari dirigerli; sapendo di agire in un territorio complicato e “romanocentrico” in termini non solo amministrativi ma anche economici e sociali come è storicamente il Lazio. Una logica, sottesa dalla città metropolitana, che – crediamo - vada rovesciata.

In termini organizzativi di partito, crediamo utile approfondire un dibattito  che coinvolga le quattro Federazioni della città metropolitana di Roma al fine di proporre un percorso che individui le migliori soluzioni rispetto alla situazione descritta, tenendo conto degli attuali assetti amministrativi e politici.

Già nelle riunioni del CPR e negli incontri con le segretarie e i segretari delle Federazioni del Lazio si è avviata una discussione per individuare un modello organizzativo più coerente sia con l'impegno politico di radicamento sul territorio sia di coordinamento su temi e vertenze a livello regionale.

 

PROGRAMMA

La nostra priorità resta il LAVORO, non solo quello privato ma anche quello pubblico, perchè questo  – oltre a qualificare il welfare della Regione e dei Comuni – può garantire nuova e buona occupazione per i lavoratori pubblici ma anche per i lavoratori privati, attraverso l'indotto prodotto dagli investimenti pubblici. Rimandiamo alle quattro SCHEDE che rappresentano alcuni temi di approfondimento e che facevano parte della Relazione del segretario Maurizio Fabbri all'apertura dei lavori congressuali:

 DIRITTO ALL'ABITARE; AMBIENTE E BENI COMUNI; TRASPORTI E VIABILITA'; SANITA'. Su questi, da collegare da subito con le elezioni 2018, alcune Federazioni hanno già cominciato a lavorare: si tratta di continuare collegando i segmenti di conflitto.

Il governo regionale di Zingaretti in questi 5 anni non ha contrastato in alcun modo né la “controriforma” del lavoro né le delocalizzazioni, dirottando finanziamenti pubblici nei settori privati. Anche nel settore degli ammortizzatori sociali, che riguardano le competenze delle regioni, la Giunta Zingaretti non ha costituito un momento di discontinuità.

Riteniamo che il Prc debba contrastare tali politiche rilanciando nel territorio regionale il tesseramento, la militanza e il radicamento a partire dai circoli.

Per ultimo – ma non per ultimo - è fondamentale sviluppare l’iniziativa del Partito in tutto il mondo della Formazione, in particolare nelle scuole superiori e nelle Università, garantendo anche così la ripresa di un rapporto imprescindibile con il mondo giovanile.

 

Approvato a larga maggioranza, con 3 voti contrari e 8 astenuti.

 

 

 

SCHEDE

 

A) DIRITTO ALL’ABITARE

Il diritto all’abitare nel Lazio può rappresentare un’alternativa alle politiche neo-liberiste del governo nazionale e dell'UE., che hanno creato le condizioni di una sofferenza abitativa strutturale, acuita dalla crisi economica e sociale e che è segnalata in particolare dal vertiginoso aumento degli sfratti per morosità, che ormai rappresentano oltre il 90% delle sentenze. Emesse.

Serve un piano regionale (che non sta facendo la giunta Zingaretti), adeguatamente finanziato, per incrementare alloggi di case popolari per soddisfare il bisogno di abitazioni sociali, senza nuova cementificazione selvaggia e senza consumo di suolo.  Ciò è possibile concretamente, in quanto la normativa già lo consente, a partire dal recupero e riuso degli immobili di proprietà pubblica (demanio civile e militare, Regione, IPAB, ecc..) dismessi o inutilizzati.  Sarebbe anche una grande opera pubblica che creerebbe nuova occupazione e che permetterebbe di risanare i tessuti urbani martoriati dalla speculazione immobiliare. 

Serve il censimento il monitoraggio degli immobili pubblici e privati inutilizzati come base per la realizzazione del piano.

Si dovrebbe creare una normativa sull’auto-recupero, per consentire alle cooperative di cittadine/i, in difficoltà abitativa, di realizzare progetti di recupero e ristrutturazione di strutture pubbliche abbandonate; tassare gli immobili sfitti, con la possibilità per i sindaci di attivare la requisizione nelle situazioni di più acuta sofferenza abitativa; contrastare il canone nero (cominciare dagli studenti fuori sede), garantendo un contratto regolare a canone ridotto per chi denuncia le irregolarità.

Il diritto all’abitare e la difesa del territorio laziale sono legati ad una grande questione: quella del governo democratico del territorio, a cominciare da una nuova legge urbanistica regionale che è presente in altre Regioni d’Italia.

 

B) AMBIENTE E BENI COMUNI

ENERGIA

L’aggiornamento del Piano Energetico Regionale (PER), non è ancora stato affrontato dal Consiglio Regionale.  Vi si dovrebbe prevedere la riduzione delle emissioni inquinanti dovute all’impiego di combustibili fossili attraverso anche lo sviluppo delle energie rinnovabili.

RIFIUTI

Su proposta di alcuni consigli comunali e su sollecitazione di alcuni comitati dobbiamo aprire dappertutto vertenze per:

  • raccolta differenziata, porta a porta, in tutti i comuni della Regioni
  • riutilizzazione industriale dei materiali differenziati
  • nuova occupazione attraverso la realizzazione di impianti di riciclo per i materiali delle “frazioni secche” ed altrettanti impianti di compostaggio della “frazione organica”
  • blocco di tutti gli inceneritori, con riutilizzo dei fondi per la riduzione, il riciclo, il riutilizzo e il recupero
  • passaggio alle tariffe puntuali. Chi inquina e produce rifiuti paga.
  • chiusura delle mega-discariche, poste a ridosso dei centri abitati (Malagrotta, Roncigliano, Cupinoro, ecc.) con obbligo di bonifica ambientale a carico dei gestori che hanno speculato sulla gestione spesso illegittima di questi impianti.

ACQUA

Nel Lazio è necessario, come a Napoli e Torino, che si consideri l’acqua un bene comune e un servizio pubblico, non una merce condizionata dal mercato e dal profitto, come ha inequivocabilmente stabilito il referendum popolare del 2011. 

In molti comuni (Bracciano, Latina, nei Castelli romani), le risorse idriche stanno diminuendo per mancanza di pianificazione nei vari ATO.

La Regione Lazio ha approvato, nel 2014, recuperando il testo di una “legge di iniziativa popolare” una legge che garantisce il servizio idrico fornito senza finalità di lucro.  Ma questa legge resta ferma, visto che, dopo più di tre anni, la Giunta regionale, a guida Zingaretti e Smeriglio, non ha ancora approvato i decreti attuativi, che consentono in concreto di attuarla.

Il PRC deve battersi affinché, prima della fine della consigliatura, la legge trovi pratica attuazione.

 

C) TRASPORTI E VIABILITA’

IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

La Regione gestisce il trasporto pubblico locale con servizi di Trenitalia, Cotral, Atac e altre Aziende pubbliche dei Comuni, trasportanto:

500.000 viaggiatori al giorno sulla rete ferroviaria;

10.000.000 di viaggiatori all’anno sui mezzi su gomma.

A fronte di questa situazione, il Fondo Nazionale Trasporti (FNT), gestito dal governo nazionale, invece di incentivare il trasporto pubblico mediante investimenti che rafforzino le infrastrutture facilitando il ricambio e l’ammodernamento dei mezzi e del materiale rotabile ed aumentando le frequenze delle corse, anno dopo anno taglia i fondi agli enti locali e dunque anche alla Regione Lazio.

Il Ministero dei trasporti ha ridotto gli investimenti provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione 8FSC), privilegiando le strade, con 6 miliardi, contro 2 miliardi per le ferrovie.

La stessa Regione, invece di favorire la “cura del ferro” elargisce i fondi per opere che, al contrario servono ad incrementare il traffico privato su gomma, come, per esempio, l’autostrada a pagamento Roma-Latina (oltre 500 milioni di euro al momento previsti).

Dobbiamo, come PRC, insieme ai comitati di scopo, denunciare l’insufficienza dei mezzi, la lentezza dei veicoli, le corse insufficienti, i ritardi e la scarsa o nulla integrazione intermodale, proponendo:

  • finanziamenti per infrastrutture, mezzi di trasporto e manutenzioni
  • parcheggi di scambio
  • una rete di trasporto pubblico regionale integrata ed intermodale, unificando le diverse aziende del trasporto pubblico.

 

D) SANITA’

La sanità assorbe più del 70% del bilancio regionale.

Nel Lazio una quota consistente va alle strutture private accreditate che, in gran parte, sono appartenenti agli enti religiosi.

La lungo-degenza degli anziani e, la riabilitazione si svolgono quasi esclusivamente in strutture esterne private, convenzionate e quindi pagate con fondi pubblici.

Il commissariamento non è finito.  Chi lo ha pagato ?

In una situazione nazionale nella quale si continua a ridurre il finanziamento alla sanità pubblica, ormai ampiamente al di sotto della media europea, il risultato è che l e cittadine e i cittadini si trovano a dover affrontare tempi di attesa lunghissimi per avere analisi, esami o visite specialistiche.  Da qui il peggioramento delle condizioni di salute della popolazione.

Peggiorano i servizi e peggiorano le condizioni di lavoro degli operatori.  Le liste d’attesa si allungano, favorendo il ricorso alla libera professione intramoenia, sino a rendere vantaggiose le prestazioni private, ma lasciando, di fatto, senza assistenza fasce sempre più ampie di popolazione e rendendo sempre più precario e mal pagato il lavoro degli operatori.

Questa situazione è soprattutto subita da soggetti fragili, anziani, disabili fisici e psichici, malati cronici, per i quali l’assistenza è affidata soprattutto a soggetti privati, più o meno convenzionati.

Gravissima è la situazione della non applicazione della legge 194/1978 sulla maternità responsabile, conquista del movimento delle donne, che nella Regione Lazio è sostanzialmente bloccata, così come stanno chiudendo i consultori.

 

Commenti

Nominativi dei Compagni del C.P.R. del Lazio del Prc

DOC
FEDERAZIONE DI ROMA
1 FABBRI MAURIZIO RM 1
2 MELONI VITO RM 1
3 FRONTONI PIERO RM 1
4 BARBERA GIOVANNI RM 1
5 MESSINA MAURIZIO RM 1
6 ISACCHINI STELLA RM 1
7 BORZI BARBARA RM 1
8 TRIOLO LUCIO RM 1
9 PULIANI MAURO RM 2
10 AMMENDOLA GIOVANNI RM 2
11 STANO ELISABETTA RM 2
12 ALESSANDRI DANIELA RM 2
FEDERAZIONE DEI CASTELLI
13 BIZZONI MARCO CAST 1
14 GOLISANO CLAUDIA CAST 1
15 CASTALDI CLARISSA CAST 1
16 FIORELLA CLAUDIO CAST 1
17 MATTEO MASUM CAST 2
18 LAURA NANNI CAST 2
FEDERAZIONE DI VITERBO
19 VERDINELLI GIULIANO VT 1
20 TEDESCO NICOLETTA VT 1
21 CAVALIERI YURI VT 1
22 ARCANGELI PIERO VT 1
23 PIERELLINI UGO VT 1
FEDERAZIONE DI RIETI
24 PROVARONI SONIA RI 1
25 ALLEGRA LUCIA RI 1
26 MARCHIONI GIACOMO RI 1
FEDERAZIONE DI FROSINONE
27 SPAGNOLI ANTONELLA FR 1
28 TEDESCHI GIOVANNI FR 1
29 CECCANO PAOLO FR 1
30 PEDE LUIGI FR 1
31 NAVARRA MARINA FR 2
FEDERAZIONE DI CIVITAVECCHIA
32 GALLO ELISABETTA CIV 1
33 DE PAOLI ANTONIO CIV 1
34 OLIVA DARIO CIV 2
FEDERAZIONE DI TIVOLI
35 PELLECCHIA ROMINA TIV 1
36 PALOZZA NADIA TIV 2
37 MALARA FRANCESCA TIV 2
FEDERAZIONE DI LATINA
38 NECCI PINA LT 1
39 FRATTAGLI MAURIZIO LT 2
40 CROCCO BENEDETTO LT 2
41 IMBELLONE M.TERESA RM 1

CDG
1 IMBELLONE M.TERESA RM
2 ILARI ANDREA RM
3 RETICO MIRELLA RM