Emergenza casa, necessità di una svolta. Verso il 10 ottobre, giornata sfratti zero

Emergenza casa, necessità di una svolta. Verso il 10 ottobre, giornata sfratti zero

Emergenza casa, necessità di una svolta. Verso il 10 ottobre, giornata sfratti zero    di Massimo Pasquini*   Il governo, le regioni e i comuni sono riusciti a far passare nella testa della gente che le poche case popolari sono il frutto della crisi e delle poche risorse disponibili e in questo modo si arriva a pensare che essendo poche meglio prima gli italiani e prima i romani. 
Così come in questo modo diventa naturale che il nemico sia identificato in quello nelle tue condizioni o nel migrante.
L’adesione acritica da parte di una vasta fascia popolare ad un concetto che fa salve responsabilità di governo, regioni e comuni , rende facile l’inserimento e la strumentalizzazione da parte di organizzazioni fasciste.
A questo secondo me non si risponde solo con indignate prese di posizione contro i fascisti, che per carita’ va bene, ma non risolve. 
A mio dire è necessario tornare a parlare di proposte strutturali e fattibili che non siano risposte solo alle emergenze o alle fragilità, termine che piace tanto alla Raggi ma del tutto inadeguato, che tende semmai a limitare la questione.
Noi dobbiamo sostenere con forza una proposta che risponda a tutti i segmenti del disagio e della precarietà abitativa. 
Una proposta che tutti comprendano che si parla a tutti e non solo alla punta dell’iceberg.
Ecco perché nel 2017 la giornata sfratti zero ha come slogan: basta disagio abitativo, basta precarietà abitativa. Riuso abitativo di tutti gli immobili pubblici e privati per un piano casa strutturale che parli all’intera precarietà abitativa. 
In questo la circolare Minniti del 1 settembre che parla di mappatura degli immobili pubblici e privati al fine di un piano per il loro riuso e l’articolo 26 commi 1 e 1 bis della legge sblocca Italia in materia riutilizzo degli immobili del demanio civile e militare ai fini di edilizia residenziale pubblica rappresentano per noi due punti di contraddizione del governo, delle regioni e dei comuni che dobbiamo sfruttare per una mobilitazione vasta che riconnetta la nostra gente sottraendola alle strumentalizzazioni fasciste e al razzismo come formula semplice per scorciatoie pericolose che lasciano intatto lo status quo.

Il governo per il 2017 ha stanziato 11 milioni di euro per il fondo morosità incolpevole se questa somma la dividiamo per i soli sfrattati per morosità del 2016 viene un contributo di circa 20 euro al mese.
Questo dopo avere avuto l’assenso dalla Conferenza delle regioni 
Nel 2016 le risorse erano pari a soli 37 milioni poi le Regioni hanno concordato in sede di Conferenza Stato-regioni di oltre 24 milioni di euro.
In questo 2017 il governo ha trovato in pochi mesi 30 miliardi (ripeto miliardi) di euro per salvare mps e le banche venete.
Da due anni il governo ha azzerato il fondo per il contributo affitto e dal 1992, con la fine della gescal, nessun governo ha più cofinanziato alcun programma di edilizia residenziale pubblica
Quindi dal 1992 non ci sono più soldi per le case popolari. 
Oggi in Italia abbiamo 650.000 famiglie nelle graduatorie.
Chi vi dice che le case popolari non ci sono perché le prendono i migranti o i rom e chi vi dice che le case popolari non si fanno per mancanza di soldi , vi sta truffando e vi prende per i fondelli.
Come mai per le banche si trovano 30 miliardi di euro e per le case popolari o per il fondo contributo affitto e per il fondo morosità incolpevole i soldi non ci sono mai ? 
Il nemico non è chi come te vive il disagio abitativo e la precarietà abitativa.
Il nemico anzi i nemici sono il governo, le regioni e i comuni che vogliono che ci scanniamo fra di noi per delle briciole di case .
La risposta sta nella ripresa di un fronte ampio, popolare composto da tutti coloro che vivono il disagio abitativo e la precarietà abitativa, ovvero sfrattati, coloro in graduatoria, occupanti, alloggiati nei residence o negli alberghi, coloro nelle case popolari degradate etc, che solo se stanno tutti insieme possono conquistare il diritto alla casa per tutte e tutti. Altrimenti restano solo le briciole e noi che ci scanniaiamo tra di noi come utili idioti del potere e di una altrettanto idiota strumentalizzazione da parte di fascisti e razzisti.
Cambiamo traiettoria siamo ancora in tempo.

* segretario nazionale Unione Inquilini