Presidio in Piazza Montecitorio sulla Legge elettorale, già organizzato per ieri MARTEDI' 6 e per oggi MERCOLEDI' 7 GIUGNO, CONTINUA e si intensifica nei GIORNI di domani GIOVEDI' 8 e di VENERDI' 9 GIUGNO, DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 20.00.

Comunichiamo a tutte le Compagne e a tutti i Compagni romani che il Presidio in Piazza Montecitorio sulla Legge elettorale, già organizzato per ieri MARTEDI' 6 e per oggi MERCOLEDI' 7 GIUGNO, CONTINUA e si intensifica nei GIORNI di domani GIOVEDI' 8 e di VENERDI' 9 GIUGNO, DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 20.00.

CHIEDIAMO AI COMPAGNI E ALLE COMPAGNE DI DIFFONDERE LA COMUNICAZIONE E DI PARTECIPARE, ORGANIZZANDO DEI TURNI PER OGNI CIRCOLO.

Vi inviamo la nota, che potete leggere sotto, sulla nuova legge elettorale del compagno Giovanni Russo Spena, responsabile PRC Area democrazia, diritti e istituzioni.

Fraterni saluti Vito Meloni Segretario Federazione PRC Roma   IL PRC-SE SULLA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Sta per essere approvata la nuova legge elettorale. Il risultato finale non è soddisfacente. Ma un punto fermo positivo è che il prossimo Parlamento sia eletto con sistema proporzionale dopo tre Parlamenti eletti con legge maggioritaria incostituzionale. I fautori del maggioritario, della nefasta "democrazia governante", delle torsioni decisioniste, dell' "uomo solo al comando" è ora che facciano un bilancio serio della pessima esperienza maggioritaria. Ma Renzi, Berlusconi, Salvini, Grillo (che ha rivoluzionato la propria impostazione senza battere ciglio, alla faccia della stessa democrazia digitale) non hanno rinunciato a manipolare il risultato finale imponendo un numero vergognoso di parlamentari "fedeli" al Capo, predeterminando, in larga parte, la composizione del Parlamento.

In secondo luogo, il meccanismo per cui, al contrario della legge tedesca, da noi preferita, il voto non è "disgiunto" tra collegio uninominale e lista bloccata breve (da 2 a 6 componenti) ma unico (il voto espresso per il collegio uninominale va, cioè, automaticamente alla lista) prefigura una perfida campagna dei partiti più grossi per il cosiddetto "voto utile". Già Renzi, spudoratamente, lo ha detto: "non deve entrare in Parlamento chi ha solo 2 milioni di voti". Così si pensa di affrontare la crisi della rappresentanza?

Già la soglia del 5% sembra a me eccessiva ed escludente di interessi e propensioni sociali. Si vuole un Parlamento "a numero chiuso" nel quale 4 partiti si dividono i ruoli all'interno del "pensiero unico" liberista. Si pensi anche all'abnorme quantità di firme previste per la presentazione delle liste non presenti in Parlamento (mentre vi è l'esenzione per le liste già presenti in Parlamento alla data dell'1 gennaio 2014).

Si gioca, insomma, con carte truccate. Rischiano di essere escluse dalla rappresentanza ben più del 5% complessivo delle elettrici e degli elettori.     

 

Giovanni Russo Spena

Resp. Area  democrazia, diritti, istituzioni