Una Resistenza da non dimenticare le quattro giornate di Napoli dal 27 al 30 settembre 1943.

Il 27 SETTEMBRE del 1943 vide i cittadini di NAPOLI uniti contro l'oppressore.

Guappi, scugnizzi, popolani, borghesi e capopopolo si opposero alle atrocità dell'occupazione nazista, che aveva letteralmente stuprato la città nei giorni precedenti.

Nel centro di Napoli le truppe della WHERMACHT mantenevano lo stato di assedio da giorni, ormai.

La città era sottoposta a deportazioni, esecuzioni di massa e lavori forzati: uno stato di polizia militare atrocemente crudele di cui solo i nazisti, allora, erano capaci.

L'esasperazione della città aveva ormai raggiunto una climax iniziata con i bombardamenti del '41-'42, quelli che portarono alla distruzione di SANTA CHIARA e l'esplosione della nave CATERINA COSTA.

In questo momento cupo, dall'esasperazione della gente, ha inizio uno degli episodi di resistenza più oggettivamente dimenticati.

LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI.

Le quattro giornate di Napoli, dal 27 al 30 settembre 1943 ebbero connotati molto particolari: tanto per cominciare non avevano collegamenti militari precisi con il Fronte di Liberazione Nazionale, la ribellione è stata guidata e portata avanti dagli abitanti del luogo, quartiere per quartiere e strada per strada.

Al contrario, fu proprio in quell'occasione che sono emerse figure in seguito importanti per la storia dei partigiani.

L'assedio di Castel Sant'Elmo, le barricate al Vomero, il sabotaggio dell'acquedotto, sono i primi episodi della RESISTENZA ITALIANA nell'autunno del 1943 e ne rappresentano anche un esempio molto alto.

Vi presero parte circa 1.600 abitanti della città, di diversi ceti sociali.

Fatto sta che il piano dell'OBERKOMMANDO di rendere NAPOLI il principale avamposto contro le forze alleate si rivelò un clamoroso fallimento.

Sicuramente uno dei primi grandi fallimenti di cui furono protagonisti i tedeschi nella loro truce calata in Italia.