Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo, la richiesta firmata da 22 compagni per un passaggio formale in Comitato Politico Federale, unico organo deputato statutariamente a prendere la decisione finale sul ruolo del PRC nelle amministrative romane.

Rispetto alla verifica della candidatura Fassina, prendiamo atto che ad oggi non è garantita la necessaria discontinuità con la giunta Marino e con il personale politico che l’ha sostenuta che il CPF del PRC di Roma chiede. Questo alla luce della convergenza con l’associazione che si raggruppa attorno a Marino stesso e al rifiuto di valutare la possibilità che in un’eventuale lista non sia presente il personale politico che quella giunta filo-liberista l’ha sostenuta in coalizione. E’ evidente quindi che con queste premesse il profilo politico alternativo non è garantito né nell'ipotesi (che a oggi sembra tramontata) di una lista unitaria, ma tanto meno nell'ipotesi che sta prepotentemente emergendo di una “coalizione di liste differenti” a sostegno della candidatura di Stefano Fassina. Oltretutto ci sembra che anche sul piano programmatico, al netto di alcuni punti genericamente condivisibili, persista invece una sostanziale debolezza e alcune gravi omissioni che minano anche la credibilità del programma stesso e che invece il CPF di Roma aveva posto al centro del rilancio di un’alternativa radicale alle gestioni supine ai diktat del governo Renzi e delle istituzioni europee. Innanzitutto parlare di "ristrutturazione" del debito capitolino senza specificare (in sintonia con quanto di più avanzato si muove nella città sul tema e con quanto specificato negli odg assunti all’unanimità dal PRC di Roma) che questa ha senso solo come azzeramento e “ripudio del debito illegittimo”, lascia questa ipotesi nell’indeterminatezza di una possibile mera ulteriore “rateizzazione” che, alla luce di altre esperienze, significherebbe solo legarsi ancora più a lungo alla tagliola del pagamento degli interessi e alla conseguente logica dei tagli alla spesa sociale. Ma soprattutto è del tutto assente il tema della "messa in discussione dei vincoli che impongono tagli, privatizzazioni e verifica di bilancio preventiva da parte di governo centrale e istituzioni europee (pena sanzioni e ulteriori tagli di liquidità) imposti dal Patto di Stabilità interno (che a breve verrà sostituito in peggio dall’entrata in vigore del Fiscal Compact) e dalle Leggi del governo Monti. La rottura dei vincoli del Patto di Stabilità è al centro dei punti programmatici che il CPF di Roma ha assunto proprio perchè “precondizione” perchè sia credibile ogni rivendicazione e proposta, anche elettorale, che voglia rimettere al centro i bisogni della città e delle fasce meno abbienti. Inoltre, ad oggi, non ci sembra che neanche l'esclusione certa dell'appoggio al PD in un eventuale ballottaggio sia un dato acquisito. L’indisponibilità che gli interlocutori del tavolo che sostiene Fassina sindaco a prendere in considerazione questi elementi richiede un bilancio e ci portano a dire che, per tutti questi motivi, i comitati elettorali territoriali per Fassina sindaco non possono essere luoghi politici dove poter provare a determinare cambiamenti né del profilo programmatico né di quello politico, non configurandosi questo percorso come un percorso realmente dal basso e “aperto” ma incanalato e diretti verso questa direzione da SEL e Fassina stesso (Sinistra Italiana). Ci sembra evidente che questo sia quindi un percorso condotto dall'alto dove, per altro, non sono stati accettati i nostri punti discriminanti minimi sulla base dei quali abbiamo tutti dato disponibilità a valutare questa ipotesi senza pregiudiziali. Pensiamo quindi che non si possa partecipare a comitati elettorali che hanno il solo scopo di condurre una campagna elettorale, soprattutto se ancora non si è deciso il nostro appoggio al candidato Stefano Fassina che a queste condizioni diventa impossibile. Nell'ultimo CPF l'odg assunto a maggioranza impegnava il partito ad "esperire" la possibilità che Fassina fosse il nostro candidato sindaco. Pensiamo che la tecnica dilazionatoria del non sciogliere alcuni nodi politici da parte di SI tenda a farci perdere tempo - ormai inesorabilmente quasi scaduto - per la possibilità di costruzione di un’eventuale altra ipotesi elettorale che metta al centro un programma di rottura con il debito e il patto di stabilità e che sia sostenuta da una coalizione della sinistra di alternativa che si oppone alle politiche liberiste delle passate e presenti amministrazioni. Tale verifica era stata vincolata a un passaggio formale in CPF, unico organo deputato statutariamente a prendere la decisione finale. Chiediamo quindi la convocazione del CPF per la verifica dei risultati ottenuti e la conseguente decisione se continuare su questa opzione oppure attrezzarci per soluzioni diverse Giovanni Ammendola Angelo Caputo Renato Caputo Simone Di Cesare Francesco Cori Francesco di Bella Giacomo Franco Andrea Fioretti Andrea Ilari Massimo La Bella Cinzia Di Napoli Monica natali Claudio Ortale Giulia Pezzella Rosalinda Renda Stefano Ruggeri Laura Scappaticci Elisabetta Stano Patricia Tabares Pasquale Vecchiarelli Roberto Villani Sirio Zolea