Le bugie sulla Grecia!

La giornata di oggi è nuovamente dedicata alla disinformazione sul governo greco. E’ infatti sempre più evidente che chi comanda in Europa non potendo comprare Syriza deve quotidianamente deformare e sfregiare l’immagine del governo greco per distruggere il suo prestigio e per evitare che possa diventare il punto di riferimento per i popoli europei. Così oggi ci informano che Varoufakis sarebbe stato messo da parte per essere sostituito con il moderato Euclid Tsakalotos. Questa parolina “moderato” è il vero punto della campagna di disinformazione: Il governo Greco sta cedendo alla Merkel ed entrano in campo i “moderati”. Chi conosce Euclid – dirigente dell’ala movimentista di Syriza – sa bene come questa velina sia priva di ogni fondamento. Il punto è molto più semplice: la Commissione Europea e l’Eurogruppo stanno nascondendo dietro i contrasti con il “personaggio” Varufakis una pratica dilatoria che punta a strozzare la Grecia attraverso un ricatto: soldi solo in cambio di privatizzazioni, libertà di licenziamento e ulteriore manomissione del sistema pensionistico. L’Unione Europea ha fatto in questi giorni polverone attorno a Varoufakis, cercando di far passare tempo e mettere la Grecia con le spalle al muro.
Il governo Greco ha giustamente deciso di smascherare questo ricatto e di togliere ogni alibi ai poteri forti europei. Per questo ha dato vita ad una delegazione trattante più ampia che ha lo stesso mandato di prima. Vedremo nei prossimi giorni cosa risponderà l’Europa, sapendo che entro la fine di giugno si arriverà al dunque sul punto fondamentale, quello del debito. Per questo, non facciamo distrarre dalle veline dei nemici ma costruiamo il consenso attorno alla proposta avanzata dal governo greco: i popoli la devono smettere di regalare i soldi agli speculatori attraverso gli interessi sul debito pubblico e i debiti devono essere gestiti dalla BCE, come succede in tutto il resto del mondo. La lotta non è tra popoli ma dei popoli contro gli speculatori!                               di Paolo FERRERO

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