Il Governo da i numeri! Esposti i contenuti o meglio le direttrici su cui dovrebbe muoversi il prossimo DEF. Slogan destinati a vita breve (di Sergio Bellavita)

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Renzi e Padoan hanno esposto i contenuti o meglio le direttrici su cui dovrebbe muoversi il prossimo Def. Dietro lo slogan del no a nuove tasse si è aggiunto anche il no a nuovi tagli della spesa pubblica. Slogans appunto, destinati a vita breve. È infatti sulle stime di crescita e sul
disavanzo che il governo da i numeri. Nuovamente, come spesso accaduto in
questi ultimi anni, il bilancio della spesa pubblica viene costruito
scommettendo su una decisa ripresa economica e puntualmente le stime
vengono riviste al ribasso anno dopo anno. In realtà il Def ad aprile non
può contenere le misure concrete che solo nell’autunno dovranno essere
approvate. Renzi è costretto a misurarsi con una difficile situazione
economica e il rischio che scattino le clausole di salvaguardia che
introdurrebbero una maggiore tassazione per 16 miliardi c’è tutto.
Quando dagli slogans si passerà all sostanza delle scelte ci misureremo
ancora con nuovi drammatici tagli di una spesa pubblica ormai non più
comprimibile dopo un ventennio di costante riduzione e con un incremento
della tassazione. Sabato manifesteranno a roma le lavoratrici e i
lavoratori delle province colpiti dalla disastrosa riforma Renzi mentre i
sindaci già si oppongono a quella che si annuncia come un’ulteriore
manovra che toglie risorse ai comuni con il conseguente ulteriore taglio
della spesa sociale e dei servizi ai cittadini. Bisogna costruire
l’opposizione sociale al governo Renzi non solo per impedire che una
nuova manovra di oltre 10 miliardi si scarichi sui soliti noti dopo i
vergognosi regali concessi ai padroni con la legge di stabilità scorsa e
il jobs act. Per cambiare davvero bisogna rompere le politiche
d’austerità e imporre una diversa agenda. Altrimenti sotto questo
clima di apparente stabilità continuerà silenziosamente l’opera di
liquidazione dello stato sociale e dei diritti del lavoro. Il primo maggio
manifestiamo a Milano, insieme e decine e decine di realtà, contro Expo e
contro il governo Renzi e le sue politiche. Vogliamo sia solo l’inizio
di una campagna di primavera. Vogliamo si rimetta in campo un vasto fronte
sociale, dal sindacalismo conflittuale ai movimenti. Proviamoci