CASE POPOLARI - Claudio ORTALE (Comitato Politico Nazionale del PRC): LE CASE DEL POPOLO NON VANNO ALL’ASTA!

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La bozza di nuovo decreto legge del governo Renzi, già approvata e di prossima attuazione, prevede la messa all’asta, a prezzi di mercato, degli immobili di proprietà del Comune di Roma, ora Roma Capitale, e dell’A.T.E.R., con la possibilità per gli inquilini di poter esercitare la prelazione, ma solo al prezzo di aggiudicazione e cioè di mercato. Per tutti gli inquilini che non potranno acquistare l’immobile, dove vivono a volte anche da oltre 40 anni, viene prevista dalla bozza di decreto la “mobilità forzata” con la deportazione in altre strutture abitative che gli verranno successivamente indicate dall’ex Ente proprietario (Comune ed A.T.E.R.). Le aste potranno facilmente essere “aggredite” da gruppi di speculatori finanziari che agevolmente potranno acquisire importanti pezzi di E.R.P. con la rivendita dei quali potranno fare chiari affari sulla stessa pelle di inquilini, che cercheranno comunque la possibilità di restare nelle loro abitazioni, anche al costo di indebitarsi ulteriormente e di finire in pasto agli immancabili usurai. Nelle ultime settimane nel quartiere di Primavalle, dove sono presenti vasti insediamenti di case dell’A.T.E.R. di Roma, moltissimi inquilini, insieme al sindacato di zona dell’Unione Inquilini, alla Rete Territoriale Diritti Sociali Roma Nord, agli occupanti della ex Valla Fiorita ed al Circolo PRC “Valerio Panzironi”, si sono mobilitati in difesa dei loro alloggi popolari svolgendo assemblee, iniziative eclatanti sui tetti di alcuni lotti e lo scorso 10 novembre un corteo partecipato che ha attraversato il quartiere, per poi raggiungere le case popolari del Comune di Roma al cosiddetto “Bronx” in via di Torrevecchia, sino a svolgere una nuova prossima assemblea sabato 15 novembre in piazza Capecelatro, dove ribadire che le case popolari non devono essere messe all’asta: le case del Popolo non vanno all’asta! Il prossimo venerdì 21 novembre si terrà una manifestazione cittadina sotto alla sede della Regione Lazio contro la vendita all’asta delle case popolari e contro il progetto devastante di cancellazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica, rivendicando la tutela delle vastissime fasce di quanti vivono le conseguenze della drammatica crisi economica nella nostra città e nel nostro paese, oltre ad un piano di intervento per il pieno recupero del patrimonio di E.R.P.. Come Rifondazione Comunista nell’esprimere un giudizio totalmente negativo sui contenuti del "piano casa", poiché non affronta quella che è la pesantissima situazione abitativa presente nel Paese, e la nostra completa contrarietà alla messa all’asta del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica, insieme alla solidarietà con i cittadini che si sono e si stanno mobilitando in difesa del diritto alla casa e all’abitare, riteniamo indispensabile sostenere il movimento popolare che si oppone alla messa all’asta, a prezzi di mercato, degli immobili di proprietà del Comune di Roma, ora Roma Capitale, e dell’A.T.E.R., con la sola possibilità per gli inquilini di poter esercitare una effimera prelazione, ma soltanto al prezzo di aggiudicazione e cioè di mercato. Riteniamo urgente, invece, la stesura di una nuova legge che regoli la possibilità di acquisto per gli inquilini delle case popolari a prezzi agevolati, sulla base degli anni di regolare residenza nell’appartamento a loro assegnato, ma che garantisca anche la prosecuzione dell’affitto nel proprio appartamento agli inquilini che non sono in condizione economica di potersi comprare l’appartamento. Infine, riteniamo fondamentale che i soldi ricavati dalla vendita delle case agli inquilini che eserciteranno tale prelazione, restino sulle stesse case popolari per interventi di riqualificazione e manutenzione straordinaria di un patrimonio pubblico che nella stragrande maggioranza dei casi versa in condizioni pietose e di inaccettabile degrado. Lo dichiara in una nota Claudio Ortale del Comitato Politico nazionale di Rifondazione Comunista.