Riceviamo e volentieri pubblichiamo il COMUNICATO STAMPA del “Coordinamento Romano Acqua Pubblica” sulle gravissime affermazioni di quel pover'uomo del Sindaco di Roma sul progetto di fusione delle società partecipate da Acea.

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“Diritto all'acqua: la politica capitolina se ne lava le mani!” Finalmente un po' di chiarezza, dietro alla propaganda dell'acqua in brocca servita all'interno del Campidoglio, dietro alle dichiarazioni pro-acqua pubblica di tanti esponenti della Giunta Capitolina, finalmente giù la maschera: sull'acqua è il mercato il migliore metro di valutazione. Ma migliore per chi? Per gli azionisti privati? Senz'altro. Per Caltagirone? Senza dubbio: chissà quanti altri appalti le sue ditte riusciranno ad aggiudicarsi potendo spaziare in tutto in Centro Italia!

E per i cittadini? Chiediamolo alle centinaia di famiglie che, proprio in questi giorni, Acea sta lasciando senz'acqua per rendere più efficace il suo recupero crediti: o paghi, o muori di sete. Così funziona il mercato che piace al Sindaco Marino. Ma chiediamolo anche ai cittadini di Umbria e Toscana che, nel progetto di fusione tanto caro anche a Renzi, avranno come gestore una multinazionale sempre più potente, sempre più distante dagli interessi dei cittadini e sempre più attenta al mercato. Giustamente: una quotata in borsa deve sottostare alle regole di mercato, poco importa se l'acqua è un diritto umano!

Per questo è giusto resistere in tutti i modi alla vendita dell'acqua e dei beni comuni, per questo i comitati per l'acqua si stanno mobilitando contro il progetto di fusione che vuole Acea "padrona dell'acqua" di tutto il Centro Italia, per questo stanno nascendo realtà autorganizzate come i Gruppi di Allaccio Popolare.

Al Sindaco Marino e alla sua Giunta un messaggio chiaro: non è il CdA di Acea che deve decidere sull'acqua, ma i cittadini pronti a rivendicare i propri diritti!

Coordinamento Romano Acqua Pubblica