MARTEDÌ 1 FEBBRAIO 1977

Roma Febbraio 1977

“Per chi l’ha visto e per chi non c’era

e per chi quel giorno li

inseguiva una sua chimera….”

MARTEDÌ 1 FEBBRAIO 1977: a Roma, nella mattina, un gruppo di fascisti del FUAN, l’organizzazione studentesca del Msi, entra nella città universitaria e assalta la facoltà di Statistica, di Legge, di Scienze Politiche e di Lettere, dove è in corso una riunione del Comitato di lotta contro la circolare Malfatti (allora Ministro ovviamente Democristiano della Pubblica Istruzione). Tirano bottiglie incendiarie contro il Rettorato e sparano numerosi colpi di pistola. Guido Bellachioma, di 22 anni, intervenuto insieme ad altri militanti di sinistra, viene colpito alla nuca da un proiettile sparato da uno dei fascisti. Viene ricoverato in fin di vita al Policlinico. Anche un altro studente (Paolo Mangone) resta ferito. (Ero lontano, anche se quel giorno c'ero, mi sembra di ricordarlo caduto davanti a “Statistica” contrariamente a quello che riferiscono tante cronache) Nel pomeriggio, dopo un corteo di un migliaio di giovani che raggiunge la sede del Msi di via Livorno, viene occupata la facoltà di Lettere, a cui è iscritto Bellachioma. L’assemblea indetta dal Comitato di lotta stabilisce una mobilitazione antifascista per il giorno seguente. Guido Bellachioma ora sta fortunatamente benissimo ed è uno dei maggiori promoter della scena musicale italiana. E' comunista come allora, gli anni non hanno spento i nostri sogni.

MERCOLEDÌ 2: Mentre a Roma, alla Camera, la commissione pubblica istruzione approva una risoluzione che impegna Malfatti a sospendere a tempo indeterminato la circolare sui piani di studio, cinquantamila giovani manifestano all’interno dell’Università e organizzano un corteo che passa per il Policlinico, dove è ricoverato in gravissime condizioni Guido Bellachioma. Verso le 12, dopo l’assalto alla sezione del FdG (Fronte della Gioventù) di via Sommacampagna (slogan: Sommacampagna è bruciata, la nostra vendetta è appena cominciata), un corteo di migliaia di studenti raggiunge piazza Indipendenza, diretto verso la facoltà di Magistero, che intanto è stata occupata. Improvvisamente, alla coda del corteo, una 127 bianca irrompe nella manifestazione. Ne escono due agenti in borghese, che cominciano a sparare raffiche di colpi d’arma da fuoco. È la prima apparizione dei poliziotti in borghese delle squadre speciali di Cossiga. Altri spari, a decine, vengono esplosi in diversi punti della piazza. Nella sparatoria uno degli agenti in borghese, Domenico Arboletti, viene gravemente ferito alla testa. Anche due studenti, Paolo Tomassini, di 24 anni, e Leonardo (Daddo) Fortuna, di 22 anni, vengono gravemente feriti. I due studenti saranno poi imputati di tentato omicidio nei confronti dell’agente. Vengono feriti anche un vigile urbano e l’autista di un pullman. Nel pomeriggio, sempre a Roma, al Trionfale, trecento giovani si scontrano con la polizia per protestare contro la presenza di Almirante nella locale sezione dell’Msi di via Assarotti. Nel quartiere Garbatella viene bruciata un’altra sezione dell’Msi. A Roma, sempre nel pomeriggio, si tiene all’Università un’assemblea con duemila partecipanti, indetta dal Comitato di lotta, che denuncia la trappola poliziesca di piazza Indipendenza e chiede: l’abrogazione della circolare Malfatti, l’autogestione dei seminari, garanzie per un non-intervento della polizia nell’Università, blocco delle lezioni contro il potere baronale, creazione di un servizio d’ordine. Già. Creazione di un Servizio d'Ordine.

M.P