Memoria

QUARANT'ANNI FA' (30 Aprile 1975) VIETNAM LIBERO, VIETNAM ROSSO (di Franco ASTENGO)

30 Aprile 1975: gli americani si arrendono ai vietcong, l’ambasciatore USA fugge precipitosamente da Saigon in elicottero con la bandiera a stelle e strisce arrotolata sotto il braccio. Quarant’anni fa finiva la guerra-simbolo della generazione del ’68: la guerra contestata dall’anima libertaria delle nuove generazioni in tutto il mondo, da Berkeley a Dakar, dalla Sorbona alla Freie Universitat a Berlino.

Tanto per dare un esempio dello spirito dell’epoca ricordiamo il “sommarione” che faceva da titolo al “Manifesto” del 1 Maggio di quell’anno: “Saigon si chiama Ho Chi Minh. Questo sì è un primo maggio internazionalista sotto le bandiere di una rivoluzione comunista vittoriosa contro l’imperialismo e ammonitrice verso i regimi corrotti e polizieschi d’occidente”
Luigi Pintor, in un corsivo a fondo pagina, sotto il titolo da “Saigon a Roma” scriveva:

25 Aprile 2015! 70° Anniversario della liberazione dal nazifascismo. Attenzione a Via Rasella a Roma i buchi nei muri delle case causati dal fuoco casuale di copertura dei mitra tedeschi dopo l'attacco dei Gap al Battaglione "Bozen" si vedono ancora.

E' necessario, parlare di antifascismo, perche' dal sonno della ragione nascono nuovi incubi e tocca a noi agire adesso perche' non ridiventino realta'.

Antifascismo sempre. La storia e l’attualità ci insegnano che il fascismo è una barbarie  da combattere tutti i giorni, nel conflitto di classe. Il nazi-fascismo ieri e oggi e da sempre al servizio del capitalismo.

“L’arte è intransigente e la vita è piena di compromessi”Anche Günter Grass ci ha lasciato (Danzica, 16 ottobre 1927 – Lubecca, 13 aprile 2015) è stato un grande scrittore, poeta, saggista, drammaturgo e scultore tedesco.

insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1999.  La sua letteratura è comunemente categorizzata nel movimento artistico del Geschichtsaufarbeitung  concetto diffuso in Germania ed Austria per descrivere la riflessione critica sul periodo nazista ed in particolar modo sull'Olocausto, Noi lo ricordiamo con la sua poesia forse più bella e più importante.....

“Quello che deve essere detto”

Perché taccio, passo sotto silenzio troppo a lungo

quanto è palese e si è praticato

in giochi di guerra alla fine dei quali, da sopravvissuti,

noi siamo tutt’al più le note a margine.

E' morto Eduardo Galeano! Eduardo Hughes Galeano (Montevideo, 3 settembre 1940 – Montevideo, 13 aprile 2015) è stato un grandissimo giornalista e scrittore e saggista e poeta uruguaiano.

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È stata una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana. I suoi libri sono stati tradotti in molte lingue e combinano documentazione, narrazione, giornalismo, analisi politica e storia, sebbene Galeano proprio non si riconoscesse quale storico. Lo scrittore uruguayano si è spento all’età di 74 anni in un ospedale di Montevideo Muore il 13 aprile 2015 all'età di 74 anni a seguito di un tumore ai polmoni. L’ironia e l’impegno civile, la passione per il calcio, l’arte di raccontare il sogno e la disillusione questo era Galeano Nel 1976, quando il regime di Videla prese il potere in Argentina con un sanguinoso colpo di Stato, il suo nome fu aggiunto alla lista dei condannati dagli "squadroni della morte". Diceva di se stesso “Come tutti gli uruguagi avrei voluto essere un calciatore. Giocavo benissimo, ero un fenomeno, ma soltanto di notte mentre dormivo.

Anche i Comunisti di Primavalle ricordano Mauro Gobbini redattore di "Classe Operaia" rivista storica della sinistra operaista nata nel gennaio 1964 da una scissione da "Quaderni Rossi."

E' morto oggi MAURO GOBBINI, antico compagno dei Quaderni Rossi, Classe Operaia e Potere Operaio. Raffinato intellettuale e protagonista militante dell'operaismo italiano. Lo ricordiamo segnalando una sua intervista del 2000:
http://www.autistici.org/operaismo/gobbini/index_1.htm

INGRAO! Il vero comunista campa 100 anni. Amato da tutti i comunisti, sofferto dal Pci. Pietro Ingrao (Lenola, 30 marzo 1915) dirigente politico, giornalista, partigiano. Sposato con Laura Lombardo Radice (1913-2003), ha cinque figli.

Ingrao, il vero comunista campa 100 anni. Amato dalla gente, sofferto dal PciPietro Ingrao, grande padre della sinistra, ha attraversato il '900, con il suo carattere sanguigno, con la sua voce forte da leader, con la sensazione amara del fallimento di un progetto e la consapevolezza cruda degli errori, da quell'editoriale filosovietico sui fatti d'Ungheria all'espulsione, in ossequio all'ortodossia di partito, dei suoi amici più cari, gli ingraiani del manifesto. In "Volevo la luna", la sua autobiografia, scrive: "Noi siamo stati sconfitti, ma abbiamo vissuto un'esperienza straordinaria. Oggi, a volte, l'orizzonte della politica mi sembra diventato più piccolo e angusto".

L'eccidio delle Fosse Ardeatine fu il massacro di 335 civili e militari italiani, fucilati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche.

Attilio Ascarelli è il dottore delle Fosse Ardeatine, che si occupò durante l'estate del 1944 dell'identificazione dei corpi delle vittime della strage. Un lavoro penoso, svolto con precisione, pazienza e una dedizione che è andata ben al di là dei doveri di un medico legale.
Fra luglio e novembre successivi all'eccidio, Ascarelli compilò quasi 300 schede che univano le note relative ai corpi rinvenuti a vere e proprie ricostruzioni biografiche, fatte con l'aiuto delle famiglie, includendo in molti casi informazioni sui delatori che avevano portato all'arresto e i dettagli della detenzione.

La notte del 26 febbraio ci ha lasciato la nostra amata compagna Laura Blasi - tra i fondatori della sezione ANPI Trullo-Magliana Franco Bartolini -

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 Laura Blasi, compagna attivissima e donna di inesauribile umanità e cultura, tra i fondatori della nostra sezione, membro del comitato di sezione, ideatrice e protagonista del progetto scuola "Coloriamo la storia ", impegnata nel sociale anche accanto ai " Pittori Anonimi Trullo ai "Poeti del Trullo" e fondatrice dell'"Associazione "Attivamente" con la quale ha svolto diversi laboratori educativi nelle scuole elementari del quartiere.

Francesco Lorusso: processo mancato, giustizia negata. 11 marzo 2015. Nel ’77, l’11 marzo, un carabiniere uccideva un militante di Lotta continua.

Nel ’77, l’11 marzo, un carabiniere uccideva un militante di Lotta continua. Oggi Bologna ricorda e un libro di Franca Menneas, per la prima volta, ricostruisce la storia dell’inchiesta. Nel ’77, proprio l’11 marzo, un carabiniere prese la mira, sparò e uccise Francesco Lo Russo. È il primo e unico morto ammazzato a Bologna in scontri di piazza dai tempi della Liberazione e quel proiettile segna indelebilmente la città imprimendole una ferita ancora oggi non del tutto rimarginata.......

8 marzo 2015, 104 anni dopo la proclamazione della Giornata Internazionale delle Donne. 8 marzo, "La resistenza è vita". Le donne del Rojava chiamano alla solidarietà

L‘8 marzo 2015, 104 anni dopo la proclamazione della Giornata Internazionale delle Donne, le donne di tutto il mondo combattono ancora contro il sistema di dominio patriarcale. In ricordo delle lavoratrici tessili a New York che hanno perso la vita nella loro resistenza, in occasione della 2a Conferenza Internazionale delle Donne nel 1910 su proposta di Clara Zetkin è stata istituita la giornata dell‘8 marzo come simbolo per la lotta e la resistenza delle donne. Questo movimento e questo grido risuonano ancora nelle strade.

Il vostro futuro è una nuova Norimberga! (Intervento di Nico Macce)

Schermata 2015-02-15 a 11.32.59Un anno è passato dalla caduta del governo Yanukovich in Ucraina, da Euromaidan. Da quella che tutti i media occidentali avevano annunciato come la seconda rivoluzione arancione per la democrazia.
Un anno denso di atrocità in quei luoghi e infarcito di menzogne e censure da parte dei principali media nostrani.

17 febbraio 1.600 , moriva sul rogo a Campo de' Fiori, Giordano Bruno

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17 febbraio 1.600  moriva sul rogo Giordano Bruno. "Tremate forse più voi a pronunciare la condanna che io nell'ascoltarla " queste le ultime parole dell' "eretico" - dai posteri riconosciuto come un grande uomo - ai giudici dell'Inquisizione. Secondo Checchino Antonini  415 anni fa, a Campo de' Fiori, Giordano Bruno venne bruciato vivo dal nonno del nonno del nonno del nonno del nonno del nonno del nonno. Di Giovanardi. Era il 17 febbraio del 1600.

Era il 17 febbraio 1977, il giorno scelto da Pci e sindacato per dare una sferzata che lasci il segno a quel movimento di estremisti che ha occupato l'Universita di Roma

altHanno deciso che il segretario della CGIL, Luciano Lama, andrà a parlare in università. Dalle 6 del mattino tra servizi d'ordine di fgci, Pci e vari funzionari sono quasi in duemila; tutti in permesso sindacale per andare a difendere il loro segretario. Bloccano le entrate per non far passare nessuno, e cominciano a cancellare le scritte dai muri. Lama, protetto dai poliziotti di partito, inizia a parlare da un furgone...................

Massimo Rendina Nato a Venezia il 4 gennaio 1920, giornalista, partigiano, morto a Roma il 7 febbraio 2015.

Abitava a Bologna e si era appena avviato alla professione di giornalista quando era stato chiamato alle armi. Tenente di Fanteria, al momento dell'armistizio era subito passato con la Resistenza al comando, in Piemonte, di una formazione autonoma alla cui guida, col nome di battaglia di "Max il giornalista", aveva combattuto sino al luglio del 1944. Diventato capo di stato maggiore della I Divisione Garibaldi, aveva preso parte alla liberazione di Torino e nel capoluogo piemontese aveva ripreso la professione a l'Unità. Dal quotidiano del PCI, Massimo Rendina è poi passato alla RAI, come direttore del primo telegiornale. Docente di Storia della comunicazione, Rendina, che risiede a Roma, dove presiede la locale Associazione degli ex partigiani, è membro del Comitato scientifico dell'Istituto Luigi Sturzo per le ricerche storiche sulla Resistenza.

27 Gennaio "Giorno della Memoria" - Primo Levi "Se questo è un uomo" -

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Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per un pezzo di pane

Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza di ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

 

La birra in lattina compie 80 anni. Era il 24 gennaio 1935 quando il primo esemplare debuttò a Richmond, Virginia, USA.

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Se oggi possiamo scolarci la nostra birra ghiacciata da una lattina è grazie ad un birrificio di Newark, nel New Jersey. Era il 24 gennaio 1935, esattamente 80 anni fa, quando Krueger Finest Beer e Krueger Cream Ale misero in commercio le prime birre in lattina a Richmond, Virginia. 

Inizialmente la birra non si adattava bene al nuovo involucro perché il contenuto eccessivo in anidride carbonica faceva esplodere la latta. Ma, una volta individuato il processo di rivestimento per rinforzare l'interno della confezione, il successo della lattina partì, inarrestabile. "Non riusciranno mai a rimpiazzare le bottiglie in vetro", si diceva all'epoca. E invece, giorno dopo giorno, le lattine si sono rivelate più pratiche, leggere e facili da trasportare.

Giuseppe Albano (Gerace Superiore, 23 aprile 1926 – Roma, 16 gennaio 1945) fu uno dei protagonisti della Resistenza romana contro l’occupazione tedesca. Era "er gobbo der Quarticciolo"

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Il mito del "Gobbo" conobbe la sua fama soprattutto nei primi mesi del 1944.Per ben due mesi infatti, tedeschi e fascisti rinunciarono a entrare nei quartieri Quadraro, Centocelle e Quarticciolo per non subire le fulminee azioni dei giovani resistenti della zona guidati da Giuseppe Albano, a volte con l'aiuto dei militanti di formazioni politiche divenute storicamente famose per la lotta partigiana, come Bandiera Rossa, o brigate del Partito Comunista Italiano.Il loro apporto fu molto utile specialmente di notte per impedire il transito sulle vie Casilina e

In memoria di Francesco Rosi - Napoli, 15 novembre 1922 – Roma, 10 gennaio 2015 - un grande compagno, artista, intellettuale, un pezzo di storia della sinistra del nostro paese. (di Stefania Brai)

Con Rosi scompare uno dei registi più coerenti e più grandi del cinema italiano.  Rosi è sempre riuscito a coniugare la più ferma volontà di denuncia e di racconto della realtà con la più alta tensione artistica ed espressiva.  Con i suoi film ha reso grande il nostro cinema nel mondo e lascia un vuoto incolmabile nella cultura italiana. Chi vuole capire la storia del nostro paese non puo’ prescindere dai suoi film. Con lui perdiamo un compagno, un grande artista,  un intellettuale, un pezzo di storia della sinistra del nostro paese. Per l'ultimo saluto la camera ardente ci sarà lunedì 12 alla  Casa Cinema a Roma. Commemorazione alle 12 con musiche dei suoi film e proiezioni.

 

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