Memoria

Odio di Classe (di Edoardo Sanguineti nato a Genova il 9 dicembre 1930 – morto sempre a Genova il 18 maggio 2010) Diceva:« La poesia non è una cosa morta, ma vive una vita clandestina. »

Bisogna restaurare l’odio di classe. Perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare. Loro sono i capitalisti, noi siamo i proletari del mondo d’oggi: non più gli operai di Marx o i contadini di Mao, ma “tutti coloro che lavorano per un capitalista, chi in qualche modo sta dove c’è un capitalista che sfrutta il suo lavoro”. A me sta a cuore un punto. Vedo che oggi si rinuncia a parlare di proletariato. Credo invece che non c’è nulla da vergognarsi a riproporre la questione. E’ il segreto di pulcinella: il proletariato esiste. E’ un male che la coscienza di classe sia lasciata alla destra mentre la sinistra via via si sproletarizza. Bisogna invece restaurare l’odio di classe, perché loro ci odiano e noi dobbiamo ricambiare. Loro fanno la lotta di classe, perché chi lavora non deve farla proprio in una fase in cui la merce dell’uomo è la più deprezzata e svenduta in assoluto?

La dittatura ‘democratica’ dei potenti riceviamo e pubblichiamo un articolo di Raul Zibechi apparso su: http://comune-info.net/2017/05/la-dittatura-democratica-dei-potenti/

Una realtà molto complessa, resa ancor più confusa dall’informazione trash con cui ci sommergono i media che contano, rende i processi in corso spesso incomprensibili. Si tratta di un tratto caratteristico delle tormente generate dalle crisi sistemiche. La nitidezza dello sguardo sarebbe invece essenziale per chi non ha assicurazioni sulla vita. Quando Marx scrive il Manifesto, il rapporto tra los de abajo e los de arriba era di nove a uno. Non c’erano pensioni per gli anziani e l’università era riservata alle sole élite. Il 90 per cento della gente aveva interesse ad abbattere il sistema. Oggi stiamo forse sfiorando una “dominazione perfetta”, con le società divise in parti quasi uguali, tra chi ha bisogno di far saltare il banco e chi teme ogni possibile cambiamento.

Riceviamo dall’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela e molto volentieri pubblichiamo, un dossier sulle violenze e sulla campagna mediatica contro il Venezuela. Buona lettura e buon uso.

https://drive.google.com/file/d/0B2OlcZiROwfTSTJvODdsSHZEUDg/

Riceviamo dall’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela e volentieri pubblichiamo, un dossier sulle violenze  e la campagna mediatica contro il Venezuela.

Buona lettura e buon uso - testo, foto e video qui: https://drive.google.com/file/d/0B2OlcZiROwfTSTJvODdsSHZEUDg

Il Fronte popolare Brasile condanna fermamente l'uso della repressione della polizia e delle forze armate, che hanno attaccato migliaia dei 200.000 brasiliani che hanno partecipato alla Marcia della Classe lavoratrice.

 

Nota del Fronte Popolare Brasile

Il Fronte popolare Brasile condanna fermamente l'uso della repressione della polizia e delle forze armate, che hanno attaccato migliaia dei 200.000 brasiliani che hanno partecipato alla Marcia della Classe lavoratrice, organizzata con l'unità di tutti i sindacati e con la partecipazione del Fronte Popolare Brasile di Popolo senza Paura.

il 25 APRILE a Roma dalle 16.30, nel GIARDINO DI PIAZZA SANTA MARIA DELLA PIETA' SI TERRA' UN INIZIATIVA INDETTA DALL'ANPI . UN POMERIGGIO INSIEME CON INTERVENTI, MUSICA e CIBO.

il 25 APRILE a Roma dalle 16.30, NEL GIARDINO DI PIAZZA SANTA MARIA DELLA PIETA' SI TERRA' UN INIZIATIVA INDETTA DALL'ANPI . UN POMERIGGIO INSIEME CON INTERVENTI, MUSICA e CIBO.
DALLA RESISTENZA NASCE LA COSTITUZIONE ANTIFASCISTA,DEI DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE,DEL RIPUDIO DELLA GUERRA. OGGI PIU' CHE MAI ABBIAMO BISOGNO DELLA SUA APPLICAZIONE. Hanno ad oggi aderito insiema alla Federazione Romana di Rifondazione Comunista, la SPI CGIL Roma Nord-Camera del Lavoro Roma Nord, Unione Inquilini, Comitato Romano per il NO Legambiente, Associazione Cotogni, ARCI Roma, Associazione EX Lavanderia, Circolo Culturale "Cerco...piteco" Associazione Diritti al Cuore onlus, Associazione T.A.M. Sinistra Italiana XIV Municipio, Possibile XIV Municipio , Altra Europa per Tsipras.
Siamo in attesa di altre adesioni e di contributi di idee ed organizzative .
Interventi di :
Carlo Buscalferri ANPI provinciale
Claudio Graziano ARCI Roma
Claudio De Fiores Costituzionalista

Questo è il capitalismo, bellezza: appena otto uomini possiedono la stessa ricchezza di mezzo mondo - (In Defense of Communism | communismgr.blogspot.it Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare) -

Secondo l'ultimo rapporto pubblicato da Oxfam otto uomini possiedono la stessa quantità di ricchezza dei 3,6 miliardi di persone che compongono la metà più povera dell'umanità. Il rapporto Oxfam "Un'economia per il 99%", mostra che il divario tra ricchi e poveri è molto più grande di quanto si temesse. Più nel dettaglio: - Otto uomini possiedono ora la stessa quantità di ricchezza della metà più povera del pianeta. - Nel corso dei prossimi 20 anni, 500 persone consegneranno 2.100 miliardi di dollari ai loro eredi - una somma maggiore del PIL dell'India, un paese che conta 1,3 miliardi di abitanti. - I redditi del 10% più povero della popolazione mondiale è aumentato di meno di 3 dollari all'anno tra il 1988 e il 2011, mentre i redditi dell'1% più ricco è aumentato di 182 volte.

Una Resistenza da non dimenticare le quattro giornate di Napoli dal 27 al 30 settembre 1943.

Il 27 SETTEMBRE del 1943 vide i cittadini di NAPOLI uniti contro l'oppressore.

Guappi, scugnizzi, popolani, borghesi e capopopolo si opposero alle atrocità dell'occupazione nazista, che aveva letteralmente stuprato la città nei giorni precedenti.

Nel centro di Napoli le truppe della WHERMACHT mantenevano lo stato di assedio da giorni, ormai.

La città era sottoposta a deportazioni, esecuzioni di massa e lavori forzati: uno stato di polizia militare atrocemente crudele di cui solo i nazisti, allora, erano capaci.

L'esasperazione della città aveva ormai raggiunto una climax iniziata con i bombardamenti del '41-'42, quelli che portarono alla distruzione di SANTA CHIARA e l'esplosione della nave CATERINA COSTA.

In questo momento cupo, dall'esasperazione della gente, ha inizio uno degli episodi di resistenza più oggettivamente dimenticati.

LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI.

"L'11 settembre del Cile. E oggi ci stanno riprovando". (Riceviamo e volentieri pubblichiamo anche noi l’intervento di Giorgio Cremaschi sull'11 settembre 1973. Il golpe in Cile che spense nel sangue Unidad popular. Allende ucciso. Pinochet al potere)

Oggi è importante ricordare quella data per almeno due ragioni di fondo. La prima è che il Cile sotto la sanguinaria dittatura di Pinochet divenne la cavia della prima sperimentazione liberista del secondo dopoguerra. Camminando sopra le decine di migliaia di cadaveri di sostenitori del governo socialista democraticamente eletto, i Chicago boys di Milton Friedman giunsero in Cile per gestire la politica economica del tiranno. E sperimentarono la distruzione del sistema pensionistico pubblico, della sanità e di tutti i servizi sociali , la privatizzazione in favore delle multinazionali di tutto il sistema produttivo a partire dalle ricche miniere di rame, la cancellazione di ogni diritto per il lavoro. La cavia cilena servì a sperimentare le ricette e le dosi delle politiche liberiste, che poi dilagarono in tutto il mondo e che oggi più che mai confermano la loro natura intrinsecamente criminale.

"Le case crollano perché il principale business di questo paese è l'edilizia". Pubblichiamo anche noi la dura requisitoria di Salvatore Settis.

Sulla fragilità del nostro territorio, i numeri sono eloquenti: 100.000 alloggi a rischio rientranti nell’edilizia storica delle grandi città, e circa 400.000 alloggi a rischio dell’edilizia storica nel resto del Paese. In totale le case che hanno più di 40 anni di vita sono 800.000 e due milioni sono le unità abitative legate al boom edilizio degli anni ’60, costruite in zone di cui non si conosce la struttura geologica sottostante. Vi sono poi quasi un milione di edifici abusivi multipiano, che sono mano a mano condonati. "Quindi il problema è la messa in sicurezza di tutto questo patrimonio abitativo e per poterlo fare c’è bisogno di un piano nazionale”.

Colombia, il giudizio del Prc: "Passo storico" - Il Partito della Rifondazione Comunista saluta positivamente la firma dell’“Accordo Finale” per la fine del conflitto tra la guerriglia delle FARC-EP ed il governo della Colombia.

Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea (PRC-SE) saluta positivamente la firma dell’“Accordo Finale per la Fine del Conflitto e la costruzione di una pace stabile e duratura” avvenuta ieri a La Habana, Cuba, tra la guerriglia delle FARC-EP ed il governo della Colombia. Il PRC-SE riconosce il ruolo di Cuba e della Norvegia come Paesi garanti, così come del Venezuela e Cile come Paesi accompagnanti. "Si tratta di un passo storico verso la fine di un sanguinoso conflitto di più di 50 anni, causato dalle profonde diseguaglianze ed ingiustizie sociali. L’importante Accordo, che deve essere ratificato da un plebiscito che si terrà in ottobre, avrà come principale beneficiario il popolo colombiano. Un Accordo che dovrà includere la partecipazione della società e dai suoi settori organizzati per avere un effetto positivo ed immediato.

Una storia d’amore (in ricordo di Emmanuel Chidi Namdi, di Rosaria Gasparro maestra, ha aderito alla campagna Facciamo Comune insieme)

Una storia d’amore ce la fa a salvarsi
A superare il terrore, la perdita di un figlio, dei genitori
Ce la fa a traversare il deserto e il mare
A farsi picchiare e a perdere l’altra vita che si porta dentro

Una storia richiedente asilo in attesa senza documenti
Ce la fa a ricominciare

Quasi

Se dio è con noi
Come dice il nome di lui

Ma dio dove sei se non sei in mezzo a noi
In queste pratiche di quotidiano razzismo
Di coma vigile della nostra umanità
Una storia d’amore dal doloroso canto
Deragliata sulla via dell’odio
C’è del metodo nella sua follia
Che siano maledetti i suoi seminatori

Addio al “capostazione di Cuneo” che lasciò tutto per la musica. È morto Gianmaria Testa, il cantautore degli ultimi ha perso la battaglia contro il tumore. Gianmaria Testa era nato a Cavallermaggiore (Cuneo) il 17 ottobre del 1958

La lunga, coraggiosa lotta di Gianmaria Testa è finita. Lui non c’è più, se n’è andato a 57 anni. Come sempre si dice, restano per tutti noi le sue canzoni. I Comunisti di Primavalle lo ricordano in uno stupendo concerto di una decina di anni fa all’Auditorium di Roma presentava il suo “Altre Latitudini” (Harmonia Mundi / Ird) 14 canzoni di amore trovato o perso, per le quali hanno suonato alcuni grandissimi musicisti italiani (Mario Brunello, Enrico Rava, Rita Marcotulli, David Lewis, Gabriele Mirabassi, Luciano Biondini, Fausto Mesolella, ecc.) che accompagnavano la sua poesia.

Un colpo al cuore! E’ morto Roberto Perciballi: "Fece scoprire il punk a Roma" Lo storico frontman dei Bloody Riot e protagonista indiscusso della scena punk romana è morto per un infarto all'età di 52 anni. Se n'è andato troppo presto Roberto Perciballi.

Un colpo al cuore! E’ morto Roberto Perciballi: "Fece scoprire il punk a Roma" Lo storico frontman dei Bloody Riot e protagonista indiscusso della scena punk romana è morto per un infarto all'età di 52 anni. Se n'è andato troppo presto Roberto Perciballi. Un infarto se l'è portato via: Perciballi era musicista, scrittore, artista a tutto tondo. Nel corso della sua carriera ha pubblicato insieme alla sua band Bloody Riot due album e una serie di EP e raccolte, ai quali vanno aggiunti i suoi due romanzi: Come se nulla fosse. Storie di punk a Roma 1980-2000 e Bloody Riot. I funerali si sono già svolti ieri pomeriggio a Veroli (Frosinone) nella chiesa di Santa Croce. Ciao Robè (dice Zerocalcare) pessempre ner core de sta città (bello).

28 febbraio 1978: i Nar uccidono Roberto Scialabba

Il 28 febbraio 1978 è per i neofascisti romani una data significativa: tre anni prima era morto durante gli scontri alla sezione missina altdel rione Prati Mikis Mantakas, giovane militante del Fuan. L'episodio aveva segnato un vero e proprio punto di svolta per alcuni giovani neofascisti, tra i quali i fratelli Fioravanti, Francesca Mambro a Alessandro Alibrandi, che avevano quindi deciso di impugnare le armi: così erano nati i Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari), che si renderanno negli anni responsabili di almeno 33 omicidi e che a tutt'oggi sono ritenuti responsabili della strage di Bologna.

24 Febbraio 1996. Giornata fredda ma di sole. La più grande manifestazione di Rifondazione Comunista.

Vent’anni fa a Roma la più grande manifestazione nazionale di Rifondazione Comunista, culminata con i discorsi in piazza di Cossutta e Bertinotti, conclusa col concerto di diversi cantanti e gruppi. Corteo lungo e grande per le vie di Roma, molto animato e con esibizioni caratteristiche da parte di alcuni gruppi di alcune federazioni, partito dal Colosseo nel primo pomeriggio, attorno alle 14; quando i Comunisti di Primavalle giunsero in piazza il discorso di Cossutta era già terminato. Fu praticamente la manifestazione di apertura della campagna elettorale per le elezioni politiche del 1996, alle quali si votò per la prima volta non più con la legge proporzionale ma col nuovo “Mattarellum”, per il 75% maggioritario uninominale e per il restante 25% proporzionale con soglia di sbarramento del 4%.

Sulle spiagge di Tripoli (di Francesco Martone.)

I ministri degli esteri di almeno ventisei paesi aderenti al cosiddetto “small group” coalizione internazionale contro il Daesh si riuniscono in questi giorni a Roma. C’è da scommettere che tra le richieste che il segretario di stato Usa John Kerry farà alla sua controparte italiana, il ministro degli esteri Paolo Gentiloni sarà quella di un maggior impegno militare contro il Califfato a partire dalla Libia. La scorsa settimana era a Parigi il segretario della difesa Ash Carter, con gli stessi obiettivi, eppoi i giorni scorsi le agenzie di stampa avevano battuto la notizia della richiesta di Washington alla Nato di utilizzare gli aerei Awacs da ricognizione per preparare le operazioni dal cielo sulla Libia. Un ulteriore tassello verso l’ennesima guerra. Il punto ormai non è più sul se, ma sul quando e semmai sul come, ma l’intervento internazionale in Libia è cosa decisa, anzi in fase di preparazione avanzata.

Dalla pace perpetua alla guerra infinita? (di Renato Caputo)

A rendere oggi un’ingenua utopia “la pace perpetua”, e una triste ma inevitabile realtà la guerra di civiltà e di religione, è chi sostiene le aggressioni contro i popoli del sud del mondo e nega agli stessi profughi, che tali aggressioni provocano, il diritto di ospitalità........continua su: http://www.lacittafutura.it/dibattito/dalla-pace-perpetua-alla-guerra-in...

9 Aprile 1933, Milano - 6 dicembre 1994, Florina, Grecia. Gian Maria Volontè. è stato un attore e sceneggiatore italiano. Interprete versatile ed incisivo, Volonté è considerato uno dei maggiori attori della storia del cinema italiano.

Nell'anniversario della morte di Gian Maria Volontè ci sta bene ... per ricordare un grandissimo attore, forse il migliore in assoluto che, nel cinema, l'Italia abbia mai avuto ... ma soprattutto un grandissimo uomo, disposto a rischiare per le proprie idee ... e non parlo solo dell'arresto nel 1971 documentato dalla foto, era una manifestazione in solidarietà con i lavoratori della Coca Cola occupata ... ma anche dell'aiuto dato nel 1979 ad Oreste Scalzone a fuggire in Francia ed a sottrarsi dall'arresto per la montatura denominata "7 Aprile" ... lo portò dalla Sardegna in territorio francese con la sua barca a vela da navigatore solitario ...

“Ingrao, Ingrao sei tu il nostro Mao” come dicevano molti giovani comunisti italiani nel corso dei cortei a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Pietro Ingrao (Lenola, 30 Marzo 1915 – Roma, 27 Settembre 2015) GRAZIE!

pietro_ingrao-2-600x300.jpg A 100 anni compiuti, lo storico partigiano e dirigente del Pci Pietro Ingrao ci ha lasciati. Voleva la luna per citare il titolo di un suo celebre libro pubblicato nel 2006 e non era stato convinto dalla svolta di Occhetto. L'eresia del dubbio al centro della sua azione politica e una delle ragioni del grande affetto dei Comunisti e dei giovani nei suoi confronti.

 

Il 23 Settembre 1977 si apre a Bologna il "Convegno contro la repressione".

Al convegno si riuniscono tutte le componenti del movimento: dall'Autonomia, ai partiti della nuova sinistra, agli indiani metropolitani.

Si avverte una profonda differenza tra l'anno di lotta precendente e quello a venire.

"Riuniti per interrogarsi, per confrontarsi, per aprire una battaglia politica dal cui esito le prospettive del movimento e dello stesso processo rivoluzionario in Italia saranno fortemente segnate."

Nel corso dell'Assemblea al Palazzetto dello Sport, le componenti più politicizzate hanno un confronto-scontro su temi riguardanti sopratutto l'incapacità di riuscire a creare prospettive politiche.

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