Circolo

Elezioni Regionali: eletti in coalizioni a guida PD in Emilia-Romagna Stefano Bonaccini (da ex bersaniano a preferito di Renzi) e Mario Oliverio in Calabria, per lungo periodo presidente della Provincia di Cosenza; ma astensionismo record.

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I dati sull'affluenza alle urne ci dicono come il bipolarismo e le politiche liberiste abbiano distrutto la democrazia rappresentativa. Siamo arrivati in pochi anni all'affluenza tipica degli Stati Uniti, dove nelle elezioni medterm ha votato il 36% della popolazione (il 75% dei laureati e il 25% di chi ha un basso titolo di studio). La Trilateral e il Bildelberg saranno contenti: attraverso una classe politica compiacente sono riusciti a svuotare la democrazia dall'alto - facendo passare i poteri dagli stati alle banche - e producendo un distacco tale dalla politica da svuotare la democrazia anche dal basso, allontanando il popolo dalla partecipazione politica. Renzi sarà felice: finalmente è veramente solo al comando, non c'è nemmeno più il pubblico! Noi dobbiamo seriamente cominciare ad organizzare un torneo alternativo, fatto di partecipazione dal basso di autogoverno e di conflitto sociale.

Pubblichiamo l'importante OdG sul Lavoro approvato a maggioranza dal Comitato Politico Nazionale del PRC svoltosi il 15 e 16 Novembre primi firmatari i compagni Arianna Ussi e Daniele Maffione

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Cari compagni,

circa l'esito del CPN, vorrei sottolineare che abbiamo ottenuto un importante risultato, facendo approvare il nostro ODG su lavoro e sindacato che, per noi, costituiscono da sempre due elementi centrali per la nostra analisi e per la nostra azione politica.

In un dibattito tutto arroccato sulle elezioni regionali e sulla costruzione del nuovo soggetto politico unitario a sinistra, siamo stati gli unici ad immettere contenuti che cercassero di far avanzare il partito tutto, come la questione della ricostruzione della giovanile e la tematica del lavoro e del sindacato.

Perché mi iscrivo a Rifondazione comunista (di Simone Cumbo*)

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«Ed ad ogni uomo ad ogni donna che alzando il pugno contro il nero che avanza, il cielo sorride…» Iscriversi ad un Partito è sempre appartenenza ad una Comunità, non è un semplice ritirare una tessera, ma molto di più… Da ambientalista e comunista, per anni ho assistito criticamente alla varie evoluzioni della Sinistra; dal fallimento ignobile dei vari Centrosinistra con trattino o senza, a varie aggregazioni nobili ma inutili…

No all'invio dei Tornado in Iraq. L'invio in Iraq di una squadriglia di aerei da combattimento, come i Tornado, fà entrare l'Italia di nuovo in guerra dopo quelle contro la Libia e quella ancora in corso in Afghanistan.

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La Rete No War condanna nel modo più fermo l'inizio di una nuova avventura militare che il governo Renzi intende attuare in spregio all'articolo 11 della nostra Costituzione e - al solito - senza consultare il Parlamento, né le Commissioni parlamentari.
L'invio in Iraq di una squadriglia di aerei da combattimento, come i Tornado, fa entrare l'Italia di nuovo in guerra dopo quelle contro la Libia e quella ancora in corso in Afghanistan. Inoltre assai ambigue ed oscure risultano essere le reali finalità di questa guerra. La motivazione ufficiale è quella di partecipare ad una coalizione che combatte l'ISIS, coalizione di cui però fanno parte stati, come l'Arabia Saudita il Qatar e gli USA, che hanno in passato creato e finanziato l'ISIS e altre formazioni estremiste e terroristiche, o che continuano a finanziare e sostenere tali formazioni, apertamente come la Turchia, o sotto banco come l’Arabia Saudita.

Lo #scioperosociale blocca l'Italia. Almeno trecentomila in piazza ai cortei di studenti, lavoratori, precari, disoccupati. Più di sessanta i cortei che con intelligenza e determinazione hanno animato il 14 Novembre.

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Le piazze italiane bocciano il Jobs Act, e non solo, senza appello. Lavoratori e studenti, migranti, precari e disoccupati sfilano in molte citta uniti e compatti. Lo sciopero sociale ha centrato in pieno il suo obiettivo, quello di incrociare le lotte. La ribellione degli autisti di Genova, la lotta dei lavoratori dell’aeroporto di Pisa, quella degli addetti del restauro al Colosseo. Decine di vertenze e di rivendicazioni che hanno trovato finalmente un punto, seppur parziale, di convergenza. La molteplicità, come è stata chiamata in questi lunghi giorni di preparazione, si è manifestata per quello che è, una grande metafora utile ad accendere l’unità dei percorsi di lotta. Ora si tratta di andare avanti con l’idea che davanti a noi finalmente c’è un’esperienza da far crescere. C'è un modello organizzativo da inventare contando sul fatto che non si può disperdere nulla della ricchezza che il movimento sta esprimendo.

Roma: barricate a Primavalle contro la svendita delle case popolari. “Continua la mobilitazione nei quartieri di Roma contro il provvedimento del Governo che prevede la vendita all'asta delle case popolari"

primavalleBlocchi stradali e cassonetti dati alle fiamme dagli inquilini delle case popolari di Primavalle contro la possibilità che il patrimonio ERP sia privatizzato e svenduto all'asta.

Da una parte provvedimenti come il Piano Casa e lo Sblocca Italia, che non fanno altro che andare ad inasprire l'emergenza abitativa a vantaggio della rendita privata; particolarmente emblematica la possibilità di privatizzare tramite asta parte del patrimonio residenziale pubblico e popolare. Dall'altra l'esasperazione delle periferie e dei quartieri popolari delle città italiane, spesso attanagliati dagli stessi problemi: manutenzioni non effettuate da decenni, sovraffollamento, assenza di qualsiasi punto di aggregazione, degrado e povertà prodotti dall'indifferenza istituzionale.

Venerdì 14 Novembre ore 19,30 presso il Circolo PRC "Valerio Panzironi" in Via Lorenzo Litta al Lotto 25 di Primavalle l'autrice Barbara Balzerani parlerà del suo "Lascia che il mare entri" con Fabio Sebastiani, introdurrà Claudio Ortale

foto di Claudio Ortale.Tre donne nello scenario del secolo delle guerre e delle rivoluzioni.Ultime tracce di un mondo di relazioni cancellato, di un’umanità di cui il denaro che produce denaro può fare a meno.

Patto del Nazareno. “Vergognoso mercimonio sulla legge elettorale, sulle modifiche costituzionali, sulla Presidenza della Repubblica"

Renzi ha dato il via ad un grande mercimonio che coinvolge legge elettorale, modifiche costituzionali, Presidenza della Repubblica. Questo vergognoso spettacolo serve anche a coprire il merito della questione: mentre la Consulta ha stabilito l’incostituzionalità del Porcellum, Renzi propone una legge elettorale addirittura peggio della legge fascista del 1923, la legge Acerbo fatta dopo la marcia su Roma. Con la legge di Renzi, nè Gramsci nè Matteotti sarebbero mai entrati in parlamento nelle elezioni del 1924. Il premio di maggioranza attraverso il ballottaggio e le soglie di sbarramento per abolire le minoranze sono un modo per svuotare la democrazia e rappresentare in parlamento solo gli interessi di quelli che hanno 1000 euro da spendere per una cena.  (di Paolo Ferrero)

Legge Elettorale: le due destre trattano per inventare un bipolarismo che non c’è.

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L’incontro tra Renzi e i condannati e rinviati a giudizio rappresenta a tutti gli effetti il tentativo delle due destre di restaurare un bipolarismo che non esiste nel paese ed è anticostituzionale. Un vero e proprio interesse privato in atti pubblici che nulla ha a che vedere con il buon governo dell’Italia. La strada maestra sulla legge elettorale è che ogni italiano e italiana conti per uno – un sistema proporzionale con una preferenza – cioè la legge elettorale riscritta dalla sentenza della Consulta. (Paolo Ferrero)

Rifondazione Comunista non può e non deve avere paura del futuro (Pubblichiamo anche noi una lunga e interessantissima e stimolante analisi di Ramon Mantovani)

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La Direzione del Partito della Rifondazione Comunista ha avviato un importante dibattito, licenziando un documento sulla prospettiva dell’unità della sinistra e del partito. Condivido il senso e la lettera del documento. Queste note sono un modesto contributo alla discussione. E sono centrate sulla questione del futuro del partito. Gli equivoci sulla storia del comunismo italiano. La storia del movimento operaio italiano, e segnatamente del PCI, è grande e complessa. Lungi da me l’idea di trattarla esaustivamente. Mi interessa, in questa sede, unicamente tentare di confutare alcune interpretazioni superficiali, unilaterali e/o infondate, che nel corso del tempo si sono affermate producendo danni gravissimi e a tutt’oggi irrisolti. E dalle quali è dipesa e dipende l’illusione che si possa ricostruire il PCI, come se si trattasse di una semplice questione di volontà.

Lavoro, due belle notizie sui lavoratori! - (della Segreteria Provinciale Prc di Imperia) -

Due belle notizie. La prima bella notizia è che la polizia ha manganellato un corteo di operai.
Così finalmente si è venuto a sapere che gli operai esistono davvero, e non si tratta solo di antiche leggende metropolitane risalenti addirittura al ’900 e perpetuate dalla ammuffita propaganda di una certa area politica che si spaccia per “sinistra”.
Fa bene sapere che in questo paese c’è gente in carne ed ossa che ancora fonde acciaio, avvita bulloni e tornisce pignoni: sembrava ormai ai più che queste faccende le sbrigassero per via digitale da qualche parte, non si sa dove.

Ferie forzate alla messa di Renzi. (di Sergio Bellavita http://www.rete28aprile.it)

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Non accade spesso che i lavoratori di un'azienda di rilevanti dimensioni vengano collocati obtorto collo in ferie forzate. Tanto più quando la ragione è la celebrazione di una liturgia tutta ad uso mediatico dell'imbonitore numero uno del paese, l' attuale presidente del consiglio. Non dubitiamo che Matteo Renzi sia diventato con la sua azione di governo la realizzazione terrena del sogno padronale. Deve essere questa la ragione che spinge padron Palazzoli a spegnere l'azienda per un giorno, con buona pace di tutte le litanie sulla produttività, per consentire la passeggiata di Renzi tra gli impianti dell'azienda Bresciana con tanto di sermone conclusivo ai ricchi industrialotti accorsi da ogni dove per il lieto evento. Ovviamente ai lavoratori, come nella rappresentazione Fantozziana, la giornata verrà conteggiata al pari di ferie già godute.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo "quello che bisogna fare quando picchiano un operaio" (e altri consigli utili) -di Saverio Tommasi-

Attenzione. Fate molta attenzione. Fossi in voi farei veramente molta attenzione..JPG

Quando si incontra qualcuno in ascensore si dice "buongiorno". Quando si urta qualcuno per strada si dice "scusa". Quando si ama qualcuno, o qualcuna, si dice "ti amo". I bambini non si picchiano. Le donne non si picchiano. Gli operai che chiedono di non essere licenziati non si picchiano. Se qualcuno picchia un bambino o una donna la polizia deve arrestarlo. Se la polizia picchia gli operai che chiedono di non essere licenziati devono saltare i vertici della polizia e devono essere puniti i responsabili materiali. Se il ministro degli interni non dice niente entro la prima ora (qualsiasi cosa dica dopo), il governo deve far saltare il ministro degli interni.

CONTRO IL JOBS ACT DI RENZI ESTENDERE L’ARTICOLO 18 A TUTTE E TUTTI I LAVORATORI - UNIRE I COMUNISTI COSTRUIRE IL FRONTE DI SINISTRA - Venerdì 31 OTTOBRE ore 19.00 Circolo PRC "Valerio Panzironi" Primavalle

CONTRO IL JOBS ACT DI RENZI ESTENDERE L’ARTICOLO 18  A TUTTE E TUTTI I LAVORATORI UNIRE I COMUNISTI COSTRUIRE IL FRONTE DI SINISTRA nei territori e nella metropoli Venerdì 31 OTTOBRE ore 19.00  INCONTRO nella sede di VIA LORENZO LITTA - PRIMAVALLE Partecipano: Pietro Antonuccio (Giuslavorista), Alessandro Brunetti (Giuristi Democratici), Renato Caputo (autoconvocati scuola), Roberto Catracchia (Comunisti Adesso), Roberta Cecili..........

Le manifestazioni di questo fine Ottobre dimostrano la crescente percezione del carattere intollerabile e di classe delle politiche antipopolari e liberiste del governo.

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Le manifestazioni hanno portato alla luce un potenziale di opposizione nei confronti del governo e delle forze padronali la cui dimensione rivela la natura ancora più colpevole e complice della inerzia con cui i sindacati hanno consentito se non agevolato le peggiori controriforme sociali.  Dopo anni di passività ci sono state fermate spontanee nelle fabbriche contro il Jobs Act, premessa della buona riuscita degli scioperi e dalle manifestazioni, si sono inasprite le lotte delle aziende che chiudono. Lo sciopero di Venerdì 24 Ottobre del sindacalismo di base e la manifestazione di Sabato 25 della CGIL hanno rotto una assenza di conflitto sociale che in Italia durava da troppi anni. Un primo bilancio è possibile. La Cgil ha evitato il rischio che questa fosse l'ultima manifestazione della sua storia, ma il sindacato è rimasto senza alcuna idea praticabile sul come andare avanti.

SCIOPERO GENERALE - ROMPERE IL MURO DI GOMMA E IL JOBS ACT - La stampa e gli organi di informazione hanno pensato bene di far calare una cortina di fumo pesantissima sullo sciopero generale del 24 (di Claudio ORTALE)

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Dopo numerosi mesi passati a mettere a punto le nuove misure per deregolamentare definitivamente il mercato del lavoro, il governo Renzi, ormai commissariato dalla Troika, mette sul piatto il suo Jobs Act e la rapida sterilizzazione dell’art. 18, come colpo finale mortale a quel poco che rimane in piedi in termini di garanzie e tutele a favore di chi lavora e di chi il lavoro lo cerca da anni. La forzatura con il Jobs Act dell’art. 71 della nostra Costituzione, attraverso una legge delega che spodesta il Parlamento definitivamente dalle sue funzioni istituzionali legislative, dimostra in maniera inequivocabile la svolta autoritaria che questo governo e l’arcipelago che gli ruota attorno intendono imporre al nostro paese. La proposta è devastante e tende a destrutturare le norme che regolano il rapporto tra datore di lavoro e lavoratori o possibili neo assunti.

Sotto il Cazzaro niente! (Pubblichiamo anche noi la sua “Scheggia tagliente” in cui Alessandra Daniele ci spiega perché apparentemente così tanti italiani credano ancora alle cazzate di Renzi)

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Fango. Macerie. Gente incazzata. Genova in questi giorni non è certo il genere di scenario nel quale a Renzi piaccia essere fotografato. Perciò se n’è tenuto alla larga il più possibile.

Il neopremier ha bisogno di fondali glamour, luccicanti, patinati, da spot. Eleganti vertici internazionali fra stucchi dorati e bandiere multicolori. Bagni di folla festante in assolate piazze turistiche. Talk show USA. Varietà Mediaset.

Matteo Renzi è solo immagine, un’immagine talmente vuota da prendere il colore dello sfondo sul quale viene proiettata. Come la cravatta di Felice Caccamo.

Anche tutta la sua presunta personalità è un’illusione ottica, una ribollita di caratteristiche altrui: la fuffa di Veltroni, l’arroganza di Craxi, la doppiezza di D’Alema, la megalomania truffaldina di Berlusconi.

- Pronti a contestare chi ha votato il Jobs Act. (di Sergio Bellavita) - La Cgil escluda dall'organizzazione chi ha votato la fiducia -

La Cgil escluda dall'organizzazione chi ha votato la fiducia! Basta con i politici che nelle aule del parlamento votano le leggi contro le lavoratrici e i lavoratori e il sabato ci danno le pacche sulle spalle nelle manifestazioni. Chi ha votato la fiducia sul Jobs Act non venga alla manifestazione del 25 ottobre della Cgil. Siamo pronti a contestarli. Chiediamo che tutti e tutte coloro, iscritti alla Cgil, che nel parlamento  hanno votato la fiducia sul Jobs Act vengano esclusi dall'organizzazione. Ci sono diversi ex dirigenti di prestigio che hanno votato la fiducia sul jobs Act. Secondo noi si sono resi responsabili di operare contro i valori della Cgil e per questo andrebbero esclusi dall'organizzazione. Sergio Bellavita, direttivo nazionale Cgil, portavoce area “Il Sindacato è un'altra cosa-Opposizione Cgil"

 

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